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Pordenone Calcio: botte e risposte neroverdi
sabato 26 marzo 2022, 07:45In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte Dario Perosa - Il Gazzettino di Pordenone

Pordenone Calcio: botte e risposte neroverdi

La speranza è certamente l’ultima a morire, ma il ritorno in serie C dei ramarri a queto punto è più che un’ipotesi. Il declassamento potrebbe essere accompagnato da quello che gran parte del popolo neroverde considererebbe una consolazione: il loro ritorno a casa perché l’attuale convezione triennale stipulata da Lovisa e soci con l’amministrazione comunale di Lignano Sabbiadoro è condizionata dalla presenza del Pordenone in serie B. Il condizionale tuttavia è d’obbligo perché il sindaco della località balneare tanto cara ai pordenonesi lascia la porta aperta. “E’ vero – ha confermato Luca Fanotto – la convenzione prevede l’utilizzo del Teghil per le partite di serie B. La serie C non comporterebbe per Lignano né un indotto paragonabile a quello della serie B né un ritorno turistico simile a quello che ci ha garantito la cadetteria. E’ vero che il problema Covid con le relative restrizioni sulla capienza degli stadi non ci ha favoriti, ma devo ammettere che in certe occasioni siamo stati veramente soddisfatti. Ricordo, tanto per fare un esempio, la gara con il Monza alla quale ha assistito anche un personaggio conosciutissimo nel mondo dello sport come Adriano Galliani.

"Per noi – ha aggiunto il primo cittadino – è importante far girare il nome di Lignano in tutta Italia. I pordenonesi – ha sottolineato sorridendo – lo conoscono bene da tempo”.

Quindi: addio serie B, addio Lignano?

“Non ho detto questo – ha risposto Fanotto –. Prima di tutto non è ancora detta l’ultima parola. Mauro Lovisa crede ancora nella salvezza. E poi – - ha concluso - il rapporto con lui e con tutta la dirigenza neroverde è tale che, cmunque vadano le cose, a fine stagione ci incontreremo e decideremo cosa fare”:

Continua intanto il dialogo a distanza fra lo stesso Mauro Lovisa e la tifoseria del Pordenone. In particolare quella larga parte che è stata oggetto della ramanzina dello stesso re Mauro dopo la partita pareggiata (1-1) dai ramarri al Teghil con il Brescia per la scarsa presenza.  Ieri è arrivata anche la replica dei cosidetti transfughi attraverso le parole di Danilo Capovilla, presidente fra l’altro anche del Milan Club di Fontanafredda.

“Io personalmente - ha dichiarato - non mi ritengo per nulla responsabile dell’andamento delle stagioni dei neroverdi, né di quelle che li hanno visti salire sino in serie B, n delle difficoltà delle ultime due. Credo che i successi e la scalata alla serie B siano soprattutto merito del signor Lovisa così come credo siano sue tutte le scelte strategiche della società. Io seguivo saltuariamente il Pordenone anche a Udine – sottolinea Capovilla -, ma dopo la decisione della società, per me discutibile, di andare a Lignano mi sono dissociato totalmente perché non è affatto vero che Lignano fosse l’unica soluzione. A mio avviso il signor Lovisa voleva con questa scelta far pagare alla città il fatto di non avere uno stadio all'altezza. Mi risulta – ecco il punto per altro condiviso da parecchi tifosi neroverdi - che gli attuali politici locali si sono adoperati per risolvere in modo decente la questione, stanziando soldi pubblici per adeguare lo stadio di Fontanafredda. Cosa che non piacque al signor Lovisa il quale rifiutò la soluzione Tognon. I soldi pubblici quindi a mio avviso sono stati spesi invano. Mi chiedo allora perché io che sono contribuente e tifoso dovrei anche sentirmi in difficoltà? Credo – conclude Capovilla - che il signor Lovisa abbia tutto il diritto di decidere dove mandare a giocare la squadra perché il giocattolo è suo, ma anch'io, come tifoso deluso, ho il diritto di disporre dei miei passatempi come voglio!”.

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