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Pordenone Calcio, Rossitto: "Re Mauro non mollerà. Anzi ripartirà ancora piu' forte"
mercoledì 13 aprile 2022, 08:30In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com

Pordenone Calcio, Rossitto: "Re Mauro non mollerà. Anzi ripartirà ancora piu' forte"

Ramarri sull’orlo del baratro: una situazione che ha già vissuto nel passato Fabio Rossitto nella stagione 2014-15, uno dei tecnici assieme allo stesso Bruno Tedino, più amati dal popolo neroverde. In quell’occasione si erano succeduti sulla panca dei ramarri quattro allenatori addirittura uno in più di quanti hanno diretto i ramarri in questa. Aveva iniziato Lamberto Zauli che venne poi sostituito da Stefano Daniel a sua volta rimpiazzato da Luciano Foschi per finire poi con Fabio Rossitto che riuscì a guidare i neroverdi verso un’entusiasmante rimonta sino a guadagnarsi l’accesso ai playout. Nello spareggio dell’overseason poi vennero sconfitti al Bottecchia per 2-0 dal Monza. Mai domi in gara due al Brianteo riuscirono addirittura a portarsi a loro volta sul 2-0 a loro favore grazie a un gol di Paladin e a un’autorete di De Bode. I padroni di casa però andarono a segno con Torri e Pessina riportandosi in parità. Maccan regalò un nuovo soffio di speranza firmando il gol del 3-2. Poi però vennero fuori i veri valori delle squadre in campo e in particolare di Bernasconi il quale firmò la tripletta che unita a un rigore trasformato da Pessina fissò il risultato finale sul 6-3 in favore del Monza. Fu quindi retrocessione in serie D dalla quale il Pordenone venne ripescato in Lega Pro grazie al sacrificio economico di Mauro Lovisa e soci.

“Mi ricordo ancora – afferma Rossitto – tutte le emozioni sia della rincorsa verso i playout che tutta l’amarezza per aver mancato la salvezza. Devo però ammettere che si tratta di due storie totalmente diverse. Prima di tutto perché allora il Pordenone giocava in serie C. Rimontare un distacco notevole in serie B – ammette - è molto, ma molto più difficile. Inoltre allora fummo spinti anche dal grande entusiasmo dei tifosi che affollavano il Bottecchia. In questa stagione alle sfide dei ramarri al Teghil hanno assistito solo coloro che non riescono proprio a vivere senza esternare la loro passione per i colori neroverdi. La differenza è notevole. Io ho ancora negli orecchi – gli occhi del crociato sembrano addirittura inumidirsi - il possente urlo di gioia che nel match decisivo con l’Albinoleffe accolse il gol segnato da Federico Maracchi”.

In effetti fu un boato che venne udito anche in pieno centro di Pordenone in piazzetta Cavour. Rossitto confessa pure la sua stima per Tedino.

“Mi dispiace per Bruno – afferma infatti – perché so quanto vale e quanto ci teneva a riprendere in mano le redini dei ramarri per la terza volta nella sua carriera. Con lui in effetti la qualità del gioco espresso dai neroverdi è notevolmente migliorata. Evidentemente non abbastanza per consentire al Pordenone di prevalere sulle rivali nella lotta per la salvezza. Anche la sfortuna però ha avuto una parte da protagonista perché in diverse occasioni i ramarri avrebbero meritato di più di quanto hanno ottenuto. Sono certo che se Bruno avesse preso in consegna la squadra già nel ritiro di Tarvisio – giudica Rossitto - avremmo assistito a una storia ben diversa”.

Fabio Rossitto è convinto che la crescita del Pordenone non si interromperà comunque vada a finire la stagione in corso.

“La retrocessione a questo punto – ammette il Crociato – è quasi una certezza. Anche in caso di ritorno in serie C però sono sicuro che Mauro non mollerà. Arrendersi non fa parte del suo carattere. Ripartirà dalla serie C per riportare la sua creatura in serie B e un giorno, come ha già confessato, magari anche in serie A. Certo sarebbe importante che fosse affiancato da qualche imprenditore disposto a condividere le spese per la rinascita e la ricrescita. Il massimo sarebbe se tale imprenditore fosse italiano e magari pure friulano. Altrettanto importante sarebbe che la rinascita fosse accompagnata anche dalla realizzazione di un nuovo stadio per riportare i ramarri a casa. Nel frattempo credo proprio che la soluzione Tognon di Fontanafredda possa essere la più congeniale. In ogni caso – conclude Rossitto -, oggi come sempre, forza Mauro, forza ramarri, forza Pordenone!”.

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