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Pordenone Calcio: Di Carlo top mister, ma non basta
sabato 9 luglio 2022, 08:33In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com

Pordenone Calcio: Di Carlo top mister, ma non basta

Esaminando la lista dei tecnici che guideranno le squadre del girone A risulta piuttosto evidente che il più quotato per i risultati ottenuti è Mimmo Di Carlo che siederà sulla panca neroverde.

L’Albinoleffe si è affidato a Giuseppe Biava, l’Alessandria non ha ancora ufficializzato il suo nuovo mister, l’Arzignano Valdichiampo ha confermato Giuseppe Bianchini e la Feralpisalò Stefano Vecchi. La Juventus Under 23 ha ingaggiato Massimo Brambilla, Il Lecco Alessio Tacchinardi e il Mantova Nicola Corrent. Il Novara ha confermato Marco Marchionni e la Pergolettese Carlo Mussa. Hanno cambiato conduzione tecnica il Padova dove è approdato Bruno Caneo, la Pro Patria che ha ingaggiato Jorge Vargas, la Pro Sesto con Matteo Andreoletti, la Pro Vercelli con l’ex tecnico neroverde Massimo Paci, il Renate con Andrea Dossena e la Triestina con Andrea Bonatti. Sono stati confermati infine Andrea Ciceri al Sangiuliano City, Lorenzo D’Anna al Trento, Francesco Baldini al Vicenza e Luigi Fresco alla Virtus Verona. Nessuno fra questi può vantare il curriculum di Mimmo Di Carlo che ha alle spalle 2 panchine in Champions League con la Sampdoria, 6 di Europa League, 229 panchine di serie A, 223 di serie B e 101 di serie C e 41 di Coppa Italia. Il tecnico di Cassino ha saputo in due sole stagioni (2003-4 e 2004-5) portare il Mantova dalla C2 alla serie B e nel 2020 ha ottenuto la promozione in cadetteria guidando il Vicenza. Un curriculum invidiabile che ha convinto la dirigenza neroverde ad ingaggiarlo perché possa dare il suo contributo alla realizzazione del progetto di Mauro Lovisa che vuole riportare i ramarri in serie B nell’arco di due stagioni.

Per centrare gli obiettivi delle società conta certamente quello che possono dare tecnici, ma ancora di più contano gli organici messi a loro disposizione. L’esempio più doloroso per il popolo neroverde è maturato nell’aprile del’anno scorso, quando venne esonerato Attilio Tesser che due anni prima aveva portato il Pordenone in serie B per la prima volta nella storia e la stagione successiva li aveva portati sino ai playoff per la promozione in A. Dopo una disastrosa campagna acquisti-cessioni invernale i ramarri, quinti in classifica, raccolsero solo 2 punti in otto partite. A farne le spese fu proprio il komandante Tesser. Il Pordenone, affidato a Maurizio Domizzi, si salvò poi solo all’ultima giornata a spese del Cosenza. Le cose non sono andate meglio nelle ultime due finestre di mercato. Il risultato ben noto è stata la retrocessione in serie C che nè il giovane Massimo Paci, nè il più esperto Massimo Rastell, nè l’icona naoniana Bruno Tedino hanno potuto evitare. Auspicabilmente le cose andranno meglio nella campagna di mercato iniziata lo scorso 1 luglio grazie anche alla conoscenza dello stesso Di Carlo.

Intanto però al De Marchi si stanno concentrando in particolare sulle cessioni. Le ultime riguardano il passaggio di Amato Ciciretti all’Ascoli in serie B e di Alberto Barison al Sudtirol pure in serie B. Gli altoatesini erano interessati anche a Karlo Butic, ma pare che nelle ultime ore si siano fatte avanti pure Reggina e Cosenza.

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