Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / pordenone / In Copertina
Ramarro simbolo di rinascita - Il corsivo di Dario Perosa
martedì 9 febbraio 2016, 10:11In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte Dario Perosa

Ramarro simbolo di rinascita - Il corsivo di Dario Perosa

Mai così in alto. Lasciatelo dire da chi ha accompagnato il ramarro per quasi mezzo secolo. Da chi masticò amaro per la delusione della sconfitta nello spareggio per salire in C (1970) col Trento (eravamo in 4 mila a Valdagno a tifare neroverde); da chi si esaltò nove anni dopo per la cavalcata verso la C2 di da Pieve, Flora, Dreolini, Mantellato e Vendrame, guidati da Buffoni, nel Pordenone di Caon (in 3 mila sugli spalti del Bottecchia nella gara-promozione con il Montebelluna raccontata per il Gazzettino da Giorgio Lago); da chi ha vissuto le discese all'ade di D'Antuono (1990-1992 sino alla Prima Categoria) e di Mungari (2003-2005 sino alla Promozione) e relativi ritorni. In C vera il Pordenone era stato dal 1958 al 1964, ma mai aveva raggiunto il secondo posto. Il miglior piazzamento fu il quarto del 1960 con Cirielli presidente, Varglien allenatore e il mitico Persi in segreteria. Oggi siamo secondi. Siamo perchè, come ha detto Sergio Bolzonello, promotore dell'ultima rinascita targata Zuzzi-Lovisa, il Pordenone è di tutti, un po' di più di chi ne ha seguito non solo gli "alti", ma anche i "bassi". Siamo secondi, alle spalle del Cittadella che ha già visto la B, davanti a società come Alessandria, Reggiana, Padova, Cremonese, Mantova che hanno vissuto il grande calcio. Abbiamo un presidente come Mauro Lovisa che non ha paura di parlare di serie B. Anzi, che la pone come traguardo di un programma triennale iniziato la scorsa estate. Eppure se scorriamo i numeri delle presenze sugli spalti del nostro girone (999 spettatori di media a gara nel primo rapporto ufficiale 15-16) siamo nella seconda metà del tabellone, davanti sì a Renate (293), Lumezzane (375), Albinoleffe (539), Cuneo (600), Feralpisalò (785), Pro Patria (860), Giana Erminio (918), Sudtirol (900), ma lontanissimi da Reggiana (4.271), Padova (4.192), Cremonese (2.619) e Alessandria (2.423) che stanno dietro a noi in classifica. Possibile che nemmeno il ramarro del secondo posto, delle cinque vittorie consecutive, dei 360' senza subire gol, riesca a risvegliare l'entusiasmo di una città addormentata dalla crisi, da politiche al cloroformio, tormentata dal malcontento, depredata delle istituzioni e delle sue realtà storiche? Il calcio è plebeo. Puo' essere. Ma è dalla plebe, dal popolo, che nascono le rivoluzioni. Il ramarro secondo è il simbolo della rinascita. Seguiamo allora la bandiera neroverde sulla via della risalita. Per l'identità naoniana, per l'orgoglio di essere pordenonesi di nascita o di adozione. A cominciare da sabato. Tutti al Bottecchia (avversaria la Pro Patria, inizio alle 15) per difendere il secondo posto e la voglia di diventare protagonisti. Nel calcio e nella vita.

Altre notizie