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Il "Crociato" Rossitto tifa Pordenone, ma vuole batterlo
giovedì 11 febbraio 2016, 10:06In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com

Il "Crociato" Rossitto tifa Pordenone, ma vuole batterlo

Nessun rancore e da un paio di settimane, da quando siede sulla gloriosa panca della Cremonese, nessun rammarico. Fabio Rossitto tifa e tiferà sempre Pordenone. Salvo, ovviamente, il 20 febbraio quando i grigiorossi ospiteranno al Giovanni Zini proprio i ramarri. A Cremona Fabio ha sostituito Fulvio Pea che con il Monza, nei playout della scorsa stagione, aveva condannato il Pordenone alla retrocessione nonostante l'entusiasmante rimonta del girone di ritorno, causando in definitiva il successivo licenziamento del Crociato da parte di Mauro Lovisa. "Rossitto - scrive la Provincia di Cremona - ha dato alla squadra un assetto diverso (dal 5-3-2 al 4-3-3) e nello stesso tempo ha fatto ritrovare la voglia di giocare e lottare a chi l'aveva persa. Ora i playoff non sono più un miraggio". Le doti da motivatore che hanno strabiliato la stampa grigiorossa a Pordenone sono note sin dalla prima esperienza di Fabio in D, ma soprattutto da dicembre dello scorso anno quando trasformò la lucertola di Zauli e Foschi in autentico ramarro affamato. "Sì - sorride soddisfatto Rossitto -, la mia avventura a Cremona è cominciata bene (2 vittorie, 4 gol fatti, 1 solo subito, ndr). Non abbiamo fatto ancora nulla però. I veri test saranno quelli di domenica a Salò (dove ritroverà dalla parte opposta Federico Maracchi, l'altro grande ex beniamino del popolo neroverde della passata stagione, ndr) e del sabato successivo con il Pordenone". Già, tutti aspettano Cremonese-Pordenone con il Crociato a guidare le truppe "nemiche". Proprio nessuna voglia di rivincita? "Voglia di vincere - risponde Rossitto -, non di rivincita. Le nostre strade sul piano professionale si sono divise, ma il mio cuore è sempre neroverde. Al Pordenone, a Mauro Lovisa, a tutti gli addetti ai lavori del De Marchi e ai tifosi neroverdi devo tanto. Anche - sottolinea - il fatto di essere oggi su di una panca importante, la prima fra i professionisti lontano da casa. Proprio quando venimmo a Cremona con il Pordenone (0-0), giusto giusto un anno fa (21 febbraio 2015), Gigi Simoni venne a farmi i complimenti per come giocammo. Evidentemente un paio di settimane fa, dovendo cambiare tecnico, si è ricordato di quella partita. Cosa mi ha chiesto? Inizialmente solo di far divertire giocatori e pubblico. Ora - sorride ancora Fabio - qui già parlano di playoff". Anche il Pordenone guarda all'appendice nobile e anche un po' più in su. "Giusto che lo faccia - risponde il Crociato -. Può essere il nuovo Carpi. La società è organizzata, il presidente è un trascinatore, la rosa è ottima e Tedino è uno fra i migliori tecnici che abbia conosciuto. Merita anche lui il grande calcio. Persona splendida. Mi ha aperto le porte di casa sua e io non dimentico. Per questo, come ai vecchi tempi, dico: forza ramarri, forza neroverdi, forza Pordenone. Salvo, ovviamente - conclude Fabio strizzando l'occhio - il 20 febbraio".

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