Pordenone-Reggiana, la strana sera dei leoni neroverdi
Come leoni "fuori" dalla gabbia. La parte più difficile del match vinto (1-0) con la Reggiana per Bruno Tedino, Mauro Lovisa e Adalberto Zamuner è stato il post partita. Tecnico, presidente e preparatore, squalificati, non hanno potuto raggiungere gli spogliatoi e far festa con Stefani e compagni. In tre, fuori, nello spiazzo fra sala stampa e palazzina neroverde ad allungare le orecchie per sentire almeno la soddisfazione dei loro ramarri. "Non solo il post partita - Tedino il giorno dopo può finalmente parlare -, tutta la serata è stata per me una sorta di pena del contrappasso. E' stata dura assistere alla partita chiuso nello sgabbiotto accanto allo speaker a scontare un momento di rabbia (definito dal giudice espressione blasfema) a cielo aperto ad Alessandria. Senza poter essere d'aiuto alla squadra". Tedino ha comunicato con Marchetto con un paio di WApps per chiamare i cambi e dare un suggerimento. "In realtà - riprende il tecnico - c'era poco da comunicare. Avevamo già concordato tutto e, in ogni caso, Carlo e Andrea (Toffolo, ndr) sanno benissimo da soli cosa fare. Lavoriamo insieme 5 ore al giorno. Era più che altro - sorride a squalifica scontata Bruno - un modo per sentirmi partecipe di ciò che stava maturando". Nove punti in 6 partite aveva chiesto Tedino alla vigilia della sfida di sabato sera per arrivare ai playoff. Ora ne restano 6 da conquistare in 5 partite, 3 delle quali al Bottecchia. Si può dire che è fatta. "E' stata una vittoria importante perchè - spiega Tedino - ha eliminato una concorrente. Ma - non abbandona l'usuale prudenza - abbiamo altre 5 finali da giocare. A cominciare da quella di sabato (17.30) con il Feralpi. Non possiamo mollare di un centimetro". Stefani e compagni più concreti che belli. "Sì - ammette Bruno -, sono usciti tutti stremati. E' stata una partita difficilissima. Nella prima mezzora abbiamo patito perchè con otto palleggiatori nelle file avversarie non era facile recuperare palla alta e ripartire. Abbiamo comunque creato le nostre occasioni: il rigore ignorato su Strizzolo, il palo colpito da Mandorlini, la chance capitata sul piede sbagliato a Cattaneo solo davanti al portiere e ovviamente il gol di Pasa. Grazie invece a una straordinaria prestazione collettiva in fase di contenimento - gongola il tecnico - Tomei ha dovuto svolgere solo lavoro di ordinaria amministrazione". Grande Strizzolo, "solo contro tutti" come nei fumetti anni '50 del mitico ranger di Bonelli e Galeppini. Ancora troppo poco invece da Martignago (impiegato dall'inizio) e Beltrame (subentrato nella ripresa) che dovrebbero essere le forze fresche per il finale di stagione. "Non è facile - li giustifica Tedino - entrare in gioco e integrarsi subito in una squadra che sta pagando il logorio più mentale che fisico del filotto di inizio anno. Sono uomini però che ci torneranno sempre più utili nello sprint da qui all'8 maggio". Sabato di nuovo in panca per un'altra sfida di cartello con il Fearlpisalò del "mulo" Maracchi. "Non vedo l'ora" - sorride Tedino.
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