Ramarri sconfitti, ma non ridimensionati
Finisce con l'invasione di campo dei supporters del Cittadella che trascinano un bandierone granata con una grande B al centro. Rispondono ai "colleghi" della gradinata che sventolano uno striscione con la scritta "un sogno che si avvera". Festa tutto sommato contenuta di chi aspettava la certezza matematica come un atto dovuto. Sbucano comunque anche le magliette celebrative con i nomi di tutti i protagonisti della cavalcata verso la serie cadetta e le magnum di spumante per bagnare il salto di categoria, mentre gli altoparanti sparano le note di "we are the champions" dei Queen. Giusto che finisca così per ciò che ha fatto il Cittadella nel corso di una stagione dominata. Non tanto per quello che si è visto in campo nel match con un Pordenone che ha lottato senta timori riverenziali e che sino all'87' aveva messo tatticamente in scacco i più esperti e quotati avversari. Venturato ha avuto bisogno prima di una prodezza di Lucas Chiaretti, italo-brasiliano di Belo Horizonte, per sbloccare il risultato (16'), poi di un eurogol di Scaglia per tornare in vantaggio (87') dopo il pareggio di Strizzolo (67') e infine (93') del sigillo di Coralli (bomber di coppa) per dare il via ai festeggiamenti. Gli ultimi due pescati dalla panca tanto per confermare la profondità della rosa a sua disposizione. Il trionfo granata lascia il Pordenone al quarto posto, ma non lo ridimensiona. I ramarri avranno altre tre gare per consolidare e persino migliorare la loro posizione.
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