Serie D: Sacilese a un passo dalla retrocessione in pausa di riflessione
A Sacile la retrocessione è praticamente un dato di fatto. Manca solo il timbro sullo sfratto dalla Lega D. Potrebbe essere posto domenica al Rocco di Trieste se il distacco fra biancorossi e Monfalcone (terz'ultimo con 20 punti di vantaggio a 7 turni dal termine della stagione regolare) dovesse rimanere immutato. Sarà la logica conclusione del processo di disimpegno della coppia Presotto-Nadal iniziato a dicembre del 2014, quando con una buona dose di preveggenza (o forse solo di logica) Mauro Zironelli disse basta e lasciò la squadra in mano a Marchetto. Zirolandia sopravvisse sino all'estate 2015. Poi cominciò il declino che portò alla devastante parentesi Baù e all'incomprensibile (se non si vuol credere a un disegno preordinato) intervento dei romani, latitanti al XXV Aprile da un paio di settimane. Sabato a Este la Sacilese ha incassato la sua ventiquattresima sconfitta stagionale. Nessuno in tutti i 9 gironi della Lega D ha fatto peggio. I biancorossi "vantano" anche la peggior classifica dell'intera categoria nazionale (9 punti) e il recordo di gol subiti (81). Numeri che stridono con le glorie del passato. Lombardi e i suoi ragazzi come Leonida e suoi spartani. Infinitamente inferiori agli avversari non mollano. "A Este - racconta il tecnico - per un'ora abbiamo retto il confronto con la terza forza del campionato. Abbiamo avuto l'occasione per sbloccare la gara a nostro favore e ci è stato pure negato un rigore sacrosanto. C'erano ad assistere alla partita alcuni procuratori e un ds amico mio che si sono meravigliati perchè in campo non si notavano i 52 punti di differenza in classifica. Poi - allarga le braccia Stefano - abbiamo pagato (0-2) l'inesperienza di un gruppo fatto prevalentemente da '97, '98 e '99. Sono ragazzi ammirabili". Il tecnico "regala" una pausa di "riflessione" e afferma: "Ora però sono stanchi psicologicamente e moralmente. Stanno dando tutto e in cambio hanno avuto poco o niente. Avrebbero bisogno - spiega - di un segno dalla società, della presenza della dirigenza che invece anche a Este non si è fatta vedere. Mi hanno chiesto un paio di giorni liberi. Non posso negarglieli. Intanto spero che qualcosa si smuova. Capisco i problemi (conti bancari bloccati, ndr) e gli impegni della nuova dirigenza, ma - conclude Stefano - devono far capire anche a noi cosa sta succedendo e cosa vogliono fare".


