Il Pordenone saluta e ringrazia l'inverno più bello
Un coro di millequattrcento voci pordenonesi ha salutato sabato sera l'inverno mentre in campo danzavano festanti i ramarri sotto gli occhi di 800 sportivissimi padovani che applaudivano insieme i loro beniamini sconfitti con onore e gli avversari vincenti con merito. "L'inverno invita a divertirsi e allontana gli affanni" cantava Virgilio nelle sue Georgiche. Ebbene bisogna dar atto a Tedino e ai suoi ragazzi di aver regalato ai loro supporters momenti di serena felicità in questi ultimi tre mesi freddi durante i quali il solo accendere la tv diventava causa di preoccupazioni e angoscia. E' stato senza ombra di dubbio il più bello fra gli inverni della storia neroverde. Una stagione iniziata il 9 gennaio, dopo la pausa per le festività di Natale, a Gorgonzola con la vittoria per 2-1 sul Giana Erminio. Sono seguiti poi i successi con Pro Piacenza (1-0), Albinoleffe 3-0, Mantova (1-0), Renate (2-0), Pro Patria (3-0). "Ma tutte - si disse allora - vittorie con squadre "facili". Il bello arriva adesso". Infatti arrivò la vittoria di Cremona (2-0) e quella a Bolzano con il Sudtirol (3-1) che portarono a 8 la striscia vincente di un ramarro che rivaleggiava sul piano della statistica con la Juventus in serie A. Il mezzo passo falso al Bottecchia con il Lumezzane (1-1) interruppe il filotto e la successiva sconfitta a Bassano (0-1) portarono a credere che la favola fosse finita. Invece nell'ultimo sabato di questo fantastico inverno il ramarro ha rialzato la cresta e tirato il collo alla gallina padovana. "Già al principio della primavera - ammoniva sempre Virgilio - cominci il toro a gemere sull’aratro affondato e il vomere a rilucere per lo strofinio nel solco". Per raccogliere alla fine il frutto del lavoro non bisogna staccare. Altre prove impegnative attendono i ramarri: giovedì ad Alessandria, poi (dopo la pausa pasquale) due volte di fila al Bottecchia con Reggiana e Feralpisalò, quindi in casa della capolista Cittadella e di nuovo al Bottecchia col Pavia. Solo dopo aver passato indenni questi cinque severi impegni i neroverdi potrebbero tirare un po' il fiato ospitando il Cuneo, andando a far visita a un Pavia disastrato e turbolendo e chiudendo la stagione regolare al Bottecchia con il Giana Erminio. Attenzione però perchè - ammonisce sempre Virgilio - "l'anatra testarda, le gru dello Strimone, la cicoria dai filamenti amari e la stessa ombra" possono nuocere e rovinare le fatiche di uomini e buoi. Sta a Tedino tenere a distanza anatre e gru ed evitare che crescano al De Marchi erbe cattive. Solo così alla fine potrà raccogliere quanto seminato.
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