Pordenone a Pavia contro una pallida ombra cinese
Una pallida ombra cinese. E' quello che è rimasto del Pavia di Xiadong Zhu, presidente degli azzurri, rappresentante del fondo d'investimento Pingy Shangai, che nell'estate del 2014 rilevò il sodalizio pavese dalla famglia Zanchi. Società in forte imbarazzo economico (già il bilancio della stagione 14-15, la prima dell'era cinese, si era chiusa con un disavanzo di 7,2 milioni di euro). Squadra in prolungata crisi tecnica (prima Marcolini, poi Brini, ora Rossini, ma il vicepresidente David Wang per la prossima stagione avrebbe già sentito Carbone, Maspero e Pea). Nel mirino della Covisoc e della guardia di finanza (per la provenienza dei fondi esteri usati per la gestione in corso). Contestata dai tifosi e al centro dell'attenzione mediatica per le esternazioni del suo dg Nicola Bignotti. Al Pavia non resta ora che un obiettivo: chiudere fra le prime nove squadre per accedere nuovamente alla Tim Cup, unico "regalo" da offrire al presidente Xiaodong il cui arrivo da Shangai è atteso per il 13 maggio in occasione dell'inaugurazione in Piazza della Vittoria del Pavia Store. Ferretti (capocannoniere del Pavia con 14 centri) e compagni domani non faranno sicuramente sconti al Pordenone che punta a conservare il secondo posto in classifica per disputare in casa il primo scontro playoff in gara unica.
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