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Pordenone Calcio, la storia "bianconeroverde" parte quasi settanta anni fa
mercoledì 4 maggio 2016, 12:36In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte Gazzettino di Pordenone - Roberto Vicenzotto

Pordenone Calcio, la storia "bianconeroverde" parte quasi settanta anni fa

La storia bianconeroverde parte quasi settanta anni fa. Neroverdi e bianconeri hanno contatti radicati, pochi e lontani, ma già presenti. Fra Pordenone e Juventus un cognome che faccia subito da ponte è quello di Cesarini. Per quelli con la memoria breve al seguito dei ramarri, tornerà in mente forse Alessandro Cesarini, del Pavia. Quello storico a cui facciamo riferimento è Renato. L’unico calciatore diventato un modo di dire.

RAMARRO – Renato Cesarini, dopo l’esperienza juventina, concluse la sua carriera calcistica nel River Plate (1937). Club in cui cominciò ad allenare (1940 - 42). Tornato in Italia dopo la guerra, a Pordenone allenò nella stagione 1958 – 59, quando il maggior numero di presenze (36) lo registrò Vinicio Facca e il miglior marcatore (10 gol) fu Enrico Lugo. Cesarini approdò in riva al Noncello con Rossano (divenuto capocannoniere azzurro alle Olimpiadi romane del 1960) e Sartore, poi Del Grosso e gli argentini Longo, Sacco e Ricaldone. Arrivi che dovevano essere il prologo di un gemellaggio con la Juve degli Agnelli, oltre che la costruzione di un grande vivaio (due titoli italiani juniores all’epoca). “Zio pelota”, come fu soprannominato, nei due anni successivi rivestì il ruolo di direttore tecnico della Juventus, quindi del Napoli e dell’Argentina. Dove morì nel 1969, a 62 anni.

LA SUA ZONA - “Zona Cesarini” ha il suo imprimatur. I minuti finali e di recupero di una partita di calcio non sono più stati solo “in extremis” o simili. Bensì della mezzala juventina degli anni Trenta, che realizzò diverse segnature negli istanti conclusivi delle gare, anche contro avversari di rango dell’epoca quali Napoli e Torino. Il conio definitivo lo diede il giornalista Eugenio Danese, dopo il gol del 3-2 al 90’ segnato da Cesarini il 13 dicembre 1931 in Italia – Ungheria, valida per la Coppa Internazionale. Come ha scritto Alessandro Baricco di lui, “quando dai il tuo nome a un pezzetto di tempo – il quale è solo di dio, dice la Bibbia – qualcosa nella vita lo hai fatto”.

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