Basket: il Pienne esiliato a San Quirino
Pienne Basket in esilio a San Quirino. Gli “M.M.” (Monuments Men) della pallacesto naoniana non hanno trovato una sistemazione in città. Niente Forum, niente Fiera Vecchia, niente palestre per l’araba fenice biancorossa. Chi vorrà rivedere sul parchet i giocatori che hanno fatto la storia degli ultimi 5 lustri almeno del basket pordenonese dovrà andare fuori porta. A San Quirino.
ULTIMI ARRIVATI – “Speravamo di poter giocare in città – ha detto Stefano Di Prampero che è il veicolo trainante della nuova iniziativa che farà ripartire il Pienne dalla Prima Divisione, il gradino più basso. L’ideale – sorride Dip – sarebbe stato poter fare le partite interne sul parquet della Fiera Vecchi di via Molinari, dove tanti di noi e tanti altri hanno fatto i primi canestri, ma l’impianto è ormai saturo.
L’assessore allo sport Walter De Bortoli, su richiesta anche del sindaco Alessandro Ciriani, ha cercato di farci avere un paio dì ore al Forum, ma anche lì non c’è stato niente da fare”. Possibile che non si trovi una palestra nell’intera Pordenone dove farvi giocare.
E’ questa la riconoscenza verso chi ha tenuto alto il vessillo della pallacesto naoniana? “Non vogliamo creare problemi – risponde Di Prampero -. Ognuno di noi ha dato tanto per la pallacanestro, ma come società iscritta da iscrivere alla Seconda Divisione siamo gli ultimi arrivati, anche se ci chiamiamo Pienne.
Anzi, a dare fastidio ed e a essere antipatica forse è proprio questa denominazione legata alle ultime disgraziate vicende della pallacanestro cittadina. Speriamo comunque – conclude Dip – di avere un seguito di vecchi, ma anche nuovi, amici pordenonesi anche a San Quirino”.
Chi fa attualmente parte del Pienne? In stretto ordine alfabetico: Boccalon, Chivilò, Cominotto, Cudia, Da Re, Di Prampero, Gonzo, Malattia, Miotti, Napoli, Pontani, Rizzetto, Salerno G., Starnoni, Stroppa, Stuto e Max Vianello. Coach Max Drigo. “Siamo in tanti – spiega Di Prampero – perché non tutti potranno essere presenti sempre, sia agli allenamenti che alle partite. Per motivi di lavoro e di “esperienza”.
Non solo, altri verranno tesserati per fare magari solo qualche comparsata. E’ un roster aperto a chiunque voglia testimoniare il suo amore per la pallacanestro – conclde Di Prampero - e abbia voglia di lanciare un segnale di rinascita”.
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