Serie D: Triestina, un esempio da imitare
Una Triestina così è un vanto per la regione e per l’intera Lega D. Non soltanto per la prima posizione in classifica dei rossoalabardati (16 punti con 5 vittorie e un pareggio), ma anche per la nuova immagine che società e supporters danno di loro stessi. Un esempio da imitare. Si chiude oggi la due giorni organizzata al Rocco dalla società in collaborazione con la Curva Furlan denominata “Siamo una cosa sola”.
Musica, divertimento, solidarietà, tornei, conferenze, documentari, chioschi enogastronomici. E’ la celebrazione del ritovato feeling fra i tifosi (per tanti anni assenti perché in contrasto con le disastrose gestioni societarie precedenti) e l’alabarda ora di Biasin-Milanese.
Partecipano ovviamente anche i giocatori della prima squadra al centro del nuovo entusiasmo cittadino. Ai più “maturi” e attenti sportivi non saranno sfuggite le analogie con la lontana stagione 71-72 al termine della quale l’Unione vinse il torneo di serie D e venne promossa in C.
Avversaria principale anche allora come oggi la Mestrina che chiuse al secondo posto a 4 lunghezze. Oggi il Mestre dell’ex sacilese Zironelli tallona i rossolabardati a 1 punto.
Nel 71-72, nello steso girone c’era anche il Pordenone che terminò al dodicesimo posto. Oggi a difendere l’onore della Destra Tagliamento sono Tamai (attualmente decimo) e Cordenons (sedicesimo). Proprio da Cordenons guardano con un po’ di rammarico le vicende Triestine Zubin e Mattielig che hanno sbagliato i tempi di permanenza in rossoalabardato.
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