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Pordenone al bivio: divertimento o ambizione?
lunedì 17 ottobre 2016, 10:14In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte Gazzettino di Pordenone - Dario Perosa

Pordenone al bivio: divertimento o ambizione?

Il Venezia è in testa. Il Parma, con tutti i suoi problemi, sta appena 3 punti sotto. Le “grandi” stanno venendo fuori. Come a dire: “Vi siete divertiti abbastanza. Adesso tocca a noi”.

Ecco, il punto è proprio questo: con quale spirito il Pordenone deve affrontare il corrente campionato? Se teniamo tutti i piedi per terra non possiamo che essere felici e orgogliosi di quanto stanno facendo Stefani e compagni. Assistendo alle gare dei ramarri in queste prime 9 giornate di campionato non ci siamo annoiati mai.

Spesso per merito dei “nostri”, a volte per ciò che hanno fatto gli “altri”. Abbiamo visto 31 gol, tre e mezzo a partita (18 fatti, miglior attacco del gruppo B, 13 subiti). Se il gol è l’essenza del calcio, nessun altro gruppo di supporters è stato altrettanto fortunato.

Diversa è la storia se pretendiamo di inserirci con seria decisione (e quindi con diverse responsabilità) nella lotta per la promozione in B. In tal caso bisogna cominciare a chiederci come mai la porta del Pordenone sia tanto ospitale. Solo perché, come ha detto capitan Stefani, la filosofia del ramarro è fare un gol in più degli altri? Risposta che sta bene se vogliamo divertirci.

Non se vogliamo andare in B. Se il Pordenone vuole vincere il campionato (Tedino, almeno a parole, non è tanto d’accordo su questo obiettivo) qualcosa bisogna cambiare. Tanto per iniziare, dietro non è produttivo giocare sempre la palla. Abbiamo visto l’incidente di sabato fra Tomei e Ingegneri che ha favorito il primo gol del Santarcangelo. Abbiamo visto, oltre ai romagnoli, anche squadre più blasonate cacciare il pallone in tribuna quando necessario.

Matteo ha le sue colpe anche in occasione del secondo gol romagnolo. Giornataccia per uno che ha salvato la rete neroverde in decine di casi. Nell’occasione si è infortunato a un braccio. Oggi farà l’ecografia che determinerà i tempi di recupero. Tornando ai problemi del tiki-taka difensivo, non va scordato che davanti il Pordenone ha un giocatore di 190 centimetri come Arma.

Perché, in caso di necessità, non calciare verso di lui confidando nell’abilità del maghrebino di conquistare e difendere la sfera in attesa dell’arrivo dei compagni?

Bello ed elegante uscire palla al piede. Spesso però pericoloso. Il terzo gol del Santarcangelo di sabato è nato da una palla persa (e non è la prima) di Semenzato.

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