Lovisa: "Bjelanovic dovrà sudarsi la maglia"
Niente pause. Nemmeno brevi per gioire della rinascita del ramarro (7 punti nelle ultime 3 gare). Non lo consente ai suoi Fabio Rossitto. Da ieri pomeriggio la truppa neroverde è al lavoro per preparre con la consueta intensità la trasferta di sabato a Venezia. Attivi anche gli operatori di mercato perchè Mauro Lovisa è stato chiaro: "Abbiamo bisogno di altri tre giocatori di "gamba", uno per reparto. Fabio quando si gira verso la panca deve vedere uomini in grado di cambiare, se necessario, la partita".
PREPARATORE E TATTICO - Lovisa, presente a TPN per ritirare il platonico Oscar per la miglior produzione del 2014 ("L'anno del ramarro"), ha indicato nel suo compagno di squadra fra gli amatori Fabio Rossitto l'artefice principale della svolta. "Conoscevamo Fabio - ha detto il presidente - come lavoratore e grande motivatore. Ora è cresciuto anche sul piano della tattica. Sa mettere bene la squadra in campo, far comprendere e accettare dal gruppo le sue idee".
OBIETTIVI - "Nei primi tre mesi di Lega Pro - ammette ancora re Mauro - abbiamo commesso errori enormi ai quali stiamo cercando di porre rimedio. Qualcosa è già stato corretto. Vedi l'arrivo di Andrea Migliorini che ci ha dato ordine ed esperienza. Salvatori e Bertolucci sono buoni elementi destinati a crescere ulteriormente con la cura Rossitto". Bjelanoviv però si è fermato subito. "Causa influenza, anche se - sorride Lovisa - mi sa che dovrà lavorare parecchio per conquistarsi una maglia. Intanto - strizza l'occhio - la sua sola presenza e possibile concorrenza ha "svegliato" Barbuti e Maccan che stanno giocando come mai prima". Il capitano non aveva bisogno di sveglie, ma è pure vero che solo dopo i gol di Bergamo e con il "Lume" è diventato il nuovo re del Bottecchia. "Concordo - annuisce il presidente -, ma è un trentenne pure lui (classe '84) e non può reggere per sempre certi ritmi. Anche in attacco arriverà un rinforzo. Abbiamo preso Franchini (altro classe '84) del Venezia. L'obiettivo però resta Bussi ('89)che ha caratteristiche diverse da Maccan e Bjelanovic e che vuole fortemente il Pordenone". Sabato al Bottecchia correva la voce di un altro "giovanissimo", Di Michele (39 anni). "Per favore - sorride Lovisa -, non scherziamo troppo".


