Pordenone-Ancona, i Ramarri visti da Perosa
Stefani e compagni vedono la luce in fondo, ma non riescono ancora a uscire dal tunnel. E’ solo 0-0 con l’Ancona. Risultato anche generoso se il giudizio fosse limitato al primo tempo durante il quale i neroverdi hanno patito la maggior freschezza dei marchigiani, pronti al pressing e al raddoppio.
Decisamente penalizzante se riferito a una ripresa in cui solo la giornata eccezionale di Scuffia ha impedito loro di andare a segno. Il portiere ospite doveva riscattare le due papere che erano costate all’Ancona la sconfitta di sette giorni prima con il Gubbio. A cambiare l’atteggiamento dei ramarri, oltre all’inevitabile calo della giovane compagine (tutti nati dopo il ’90 a eccezione di Ricci, Momentè e Daffara) di Brini, è stato anche l’ingresso in campo di Arma al posto di uno spento Martignago.
Tedino sbaglia formazione iniziale (e con onestà in sala stampa ammetterà l’errore) partendo con un 4-3-3 che, oltre al rientro di Tomei e della difesa obbligata (Pellegrini, Stefani, Ingegneri e De Agostini) per la squalifica di Burrai, prevede un centrocampo con Broh, Suciu e Misuraca e una prima linea con Pietribiasi al centro, Cattaneo (ancora relegato sulla fascia) e Martignago (preferito a Berrettoni) largo.
Brini opta per un 4-2-3-1 molto compatto, difficile da perforare e pronto alla ripartenza. Cambia la musica con l’ingresso di Arma in avvio di ripresa e il passaggio a una sorta di 4-4-2 con il maghrebino vicino a Pietribiasi rilevato poi da Berrettoni.
TOMEI 6 – Solo lavoro d’ordinaria amministrazione: l’ideale per il rientro dopo l’infortunio.
PELLEGRINI 6 – Secondo gli standard in fase difensiva. Poco incisivo in fase offensiva.
STEFANI 6 – Un paio di errori anche per il capitano Avrebbe probabilmente bisogno di un po’ di riposo che Tedino non può concedergli per assenza d’alternative.
INGEGNERI 6 – Riflesso del capitano. Prestazione senza grossi errori e senza grandi spunti.
DE AGOSTINI 6.5 – Merita mezzo punto in più perché nonostante l’età dei tre dietro sembra il più vitale.
MISURACA 6.5 – Nel primo tempo è l’unico che brilla nel grigiore generale del centrocampo.
SUCIU 6 – Fa il suo compitino senza incidere. Di lui ci avevano raccontato meraviglie. A Pordenone dobbiamo ancora vederle.
BROH 6 – Perde l’occasione fornitagli dalla squalifica di Burrai.
MARTIGNAGO – Spento. Tedino lo lascia nello spogliatoio.
ARMA 7 – Non segna più, ma il suo ingresso trasforma il ramarro.
PIETRIBIASI 6 – Si muove e si impegna. Gli manca un po’ di freddezza e tanta fortuna.
BERRETTONI 6.5 – Il maggior brio della ripresa è anche merito suo.
CATTANEO 6 – Relegato sulla fascia non incide. Le qualità di “Veleno” sono note a tutti. O gli permetti di utilizzarle o lo mortifichi.
TEDINO 6 – Sufficienza di stima per il mea culpa di fine gara e per le emozioni regalateci sino a settembre. L’attenzione maniacale sui movimenti imposta ai giocatori e il fondamentalismo sul concetto di squadra sembrano aver stressato il gruppo.
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