IL LUTTO – Il ricordo di Carlo Giust: Campaner “Un grande amico”; Mussoletto "Un giorno triste"
La morte di Carlo Giust getta un velo di tristezza su tutto il mondo del pallone, per quanto il centrocampista bandiera della Sacilese ha rappresentato in campo a cavallo degli anni 2000.
Chi lo ha conosciuto non ricorda solo il giocatore, ovviamente, ma anche l’uomo, un esempio in campo e fuori.
Oggi alle 16.30 si svolgeranno le esequie presso il Duomo di Sacile e saranno in molti a voler dare l’ultimo saluto ad un ragazzo portato via troppo prematuramente alla vita. In primis i famigliari, che fino alla fine gli sono stati accanto con grande affetto e ai quali ha sempre detto di non voler essere considerato un uomo finito, ma di voler lottare fino alla fine contro la terribile malattia.
E poi tutti quelli che hanno condiviso con lui, in campo e fuori, i momenti più belli della vita.
Tra quelli che sono stati vicini a lui, abbiamo raccolto il ricordo di Fabio Campaner, attuale, difensore della Liventina di Motta di Livenza , che con Carlo ha condiviso tutto il settore giovanile nella Sacilese: “Sette anni dagli esordienti alla prima squadra li ho passati con lui, eravamo amici anche fuori dal campo, andavamo alla stessa scuola, allo stesso oratorio, abbiamo condiviso momenti belli e brutti. Un ragazzo d’oro sempre disponibile con tutti e di grande dinamismo. Andava sempre al massimo in campo e fuori, un vero guerriero. Ha combattuto fino alla fine con la malattia, cercando sempre di non abbattersi e trovando sempre con grande dignità di andare avanti. Perdo un amico e un grande ragazzo che farà sempre parte di me. Il calcio ci ha uniti facendoci vivere la gioventù assieme, ricordo che aveva già doti particolari. Assieme a noi c’era anche Filippo Cristante e Alan Carlet, due che hanno fatto poi strada, ma lui era uno dei migliori. Addio Carlo”.
Tra le persone che lo ricordano con affetto c’e’ anche Giovanni Mussoletto, attuale tecnico del Sarone Caneva “Ho giocato contro Carlo, di lui conservo la sua grande qualità e determinazione, un vero gladiatore, ma quello che ricordo con maggior piacere è la sua maniera di sdramatizzare. Sempre con il sorriso ,pronto una volta terminata la gara a fare festa, coinvolgeva tutto e tutti, mai fermo. Giocatore difficile da tenere a bada per la sua imprevidibilità, un grande avversario. E’ un giorno triste”.


