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FIGC: Verardo rinuncia alla candidatura
mercoledì 9 novembre 2016, 11:07In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte Gazzettino di Pordenone - Cristina Turchet

FIGC: Verardo rinuncia alla candidatura

Addio sogni di gloria! Il Friuli occidentale, nell’ormai prossima chiamata alle urne per il rinnovo del consiglio direttivo della Figc regionale, non concorrerà con un suo candidato presidente.

Elia Verardo, attuale numero uno del Tamai e già consigliere nazionale della Lega Dilettanti, ha declinato la proposta di correre per lo scranno. Un invito caldeggiato dalle società che, se accettato, avrebbe raccolto voti trasversali in tutto il Friuli Venezia Giulia, con la possibilità di far saltare il banco.

NO, PERCHE’. Alla base della decisione di Verardo c’è la propria attività lavorativa. L’imprenditore è a capo di una nuova realtà che ha mosso i primi passi un anno e mezzo fa ed è in crescente espansione. Un no sofferto che fa a pugni con l’orgoglio e le legittime aspirazioni di un dirigente stimato da tantissimi, se non la totalità, dei “colleghi”. Forse una proposta maturata tardi. Se l’appuntamento con il voto fosse stato anche solo 2 anni fa ci sarebbe stato il suo sì. Fra quattro si vedrà.

AI CONFINI. La storia non è fatta di se e di ma. Alle urne si va il 26 novembre 2016, alla scadenza del quadriennio olimpico. Il sogno di avere un presidente regionale pordenonese rimarrà tale. Il Friuli occidentale - altro dato inconfutabile – resta ai confini. Costretto a giocare di rimessa. La partita adesso si giocherà tra Udine e Bassa Friulana con i pordenonesi nel ruolo, semmai, di ago della bilancia. Lo dicono i numeri: 254 sono le società aventi diritto al voto, meno di 200 quelle previste alle votazioni, una cinquantina sono le rappresentanti della destra Tagliamento.

I CONTENDENTI. In campo, per prendere il posto di Gianni Toffoletto, attuale reggente e probabilmente diretto verso le stanze romane (deciderà oggi se raggiungere il Tevere o rimanere a Trieste), sono scesi in campo – da tempo – il vice vicario Dionisio Zorat e il vice Ermes Canciani. Una lotta intestina, senza esclusione di colpi. Uno, il primo, uomo di campo più vicino alle società, che la settimana scorsa si era ufficialmente ritirato dalla corsa. Salvo poi ripensarci nel week end. L’altro più “politico”, che ha lavorato sotto traccia e che a Roma fa già sentire la propria voce.

PORDENONE CHE FA? Trovata unanimità su Claudio Canzian quale candidato consigliere del dopo Giancarlo Caliman (non immobile in questa situazione), la consulta di lavoro a inizio settimana prossima chiamerà a raccolta tutte le società di “pertinenza”. La volontà è quella di presentarsi al voto in massa e a blocco unico. Resta da capire dove penderà la bilancia. Questione di dare e avere con in ballo il posto di vice presidente vicario. Il rischio di scheda bianca sul nome del presidente, se non ci dovesse essere apertura in tal senso, è un’ipotesi più reale che mai. A meno che Toffoletto non si ricandidi.

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