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Figc regionale: elezioni federali, i conti non tornano
lunedì 14 novembre 2016, 12:48In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte Cristina Turchet

Figc regionale: elezioni federali, i conti non tornano

Elezioni federali, altolà i conti non tornano. Sulle pagine del “Gazzettino” si viene a sapere che 4 anni orsono, al momento dell’elezione di Gianni Toffoletto a presidente regionale della Figc, c’era un patto tra gentiluomini che includeva anche Dionisio Zorat (attuale vice vicario) ed Ermes Canciani (vice).

Si dice che nel 2016 ci sarebbe stata via libera per la presidenza Zorat e nel 2020 per quella di Canciani. Ammesso e non concesso che tutto questo risponda a verità, ammesso e non concesso che Canciani sia sceso in lizza dopo che Toffoletto ha messo al corrente il suo consiglio direttivo dell’intenzione di andare a Roma, ci sono un paio di incongruenze che balzano agli occhi con non poche domande incorporate.

Se è vero che esisteva quel patto, le società (uniche ad avere il diritto di voto) sono state considerate a mo’ di burattini da manovrare a piacimento?

Se è vero che esisteva quel patto, perché Canciani si è messo di traverso alla candidatura Zorat?

Perché, adesso – con la discesa dello stesso Toffoletto – vive male la situazione?

In quanto a Toffoletto, alle società (uniche alle quali render conto) aveva promesso che se da Roma non arrivava la vice presidenza vicaria della Lega Nazionale Dilettanti, si sarebbe ricandidato in Friuli Venezia Giulia.

Quella vice presidenza è sostanzialmente una chimera. Preso atto della chiusura delle porte, non si capisce perché adesso non abbia il diritto – dovere di scendere nell’arena a fianco delle proprie società. Tanto più che è reduce da un primo quadriennio sul “trono”.

Perché non dovrebbe ricandidarsi andando contro alla volontà di parecchi sodalizi, in primis quelli di Pordenone che hanno fatto un asfissiante pressing?

Per mantenere quanto detto a suo tempo al consiglio direttivo?

Un consiglio direttivo che tra l’altro, guardandolo da fuori, è pieno zeppo di “volontari” pronti a prendere il suo posto? Perché non dovrebbe ricandidarsi un presidente che, per quanto ha potuto, ha sempre considerato le società (piccole o grandi che siano) un unicum di “figlie” ?

Qualcuno lo spieghi ai presidenti aventi diritto al voto con il favore di non usare il politichese.

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