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Uliano: "Mister Pea? Grande volontà ed umiltà in lui. Dice che siamo a luglio per plasmare la nostra identità. Io via da Pordenone perché..."
venerdì 13 febbraio 2015, 11:11In Copertina
di Redazione TuttoPordenone
per Tuttopordenone.com
fonte http://www.monza-news.it/primo-piano/uliano-mister-pea-grande-volonta-ed-umilta-in-lui-dice-che-siamo-a-luglio-per-plasmare-la-nostra-identita-io-via-

Uliano: "Mister Pea? Grande volontà ed umiltà in lui. Dice che siamo a luglio per plasmare la nostra identità. Io via da Pordenone perché..."

In allegato l'intervista dell'ex neroverde Francesco Uliano rilasciata ai colleghi di monza-news

E' uno dei tantissimi volti nuovi arrivati in questa prolifica finestra di mercato. Per il centrocampista Francesco Uliano, dopo un inizio di stagione col Pordenone caratterizzato da alti e bassi ("Mi sono trovato bene con compagni ed allenatore, ma non avevo buoni rapporti con la dirigenza, che ritengo un po' "lunatica" ha confessato ai nostri microfoni), era giunto infatti il momento di cambiare aria ed ecco quindi aprirsi le porte del Monza: "Col mio procuratore abbiamo accettato perché abbiamo capito che la situazione non era così nera come era stata descritta sui giornali". Un mediano reinventatosi mezz'ala pronto a dare il suo contributo alla causa biancorossa con una certezza: "Il mister ci sta mettendo tutta la sua volontà e anche la sua umiltà. La sua organizzazione tattica e la sua intelligenza calcistica ci stanno aiutando tantissimo".

Nato il 19 settembre 1989 a Mugnano (NA), mediano, piede preferito il destro, alto 1,81 per 73 chili, Francesco Uliano è di proprietà del Mantova che l’ha passato con la formula del prestito dal Pordenone al Monza. Le sue tappe calcistiche sono state: Gela (C2, 1 presenza nel 2008/2009 proveniente dal vivaio dell’Ascoli), Mezzocorona (C2, 11 presenze e un gol), Pergocrema (C2, 32 presenze e 2 gol), Ascoli (serie B, 13 presenze nel 2010/2011), Sudtirol (C1, due stagioni con 60 presenze), Catanzaro (C1, mezzo campionato con 7 presenze e un gol), Mantova (C2, mezzo campionato con 8 presenze) e infine Pordenone, con il quale nella stagione corrente ha disputato 10 partite di campionato. A Pordenone il mediano pareva dovesse rilanciarsi dopo un’annata anonima tra Catanzaro e Mantova, ma è stato bloccato anche da qualche guaio muscolare.
Ha giocato ben 4 volte contro il Monza: con Pordenone, Mantova e due volte con il Pergocrema, con cui ha anche segnato un gol nella partita persa nel 2009 in trasferta dal Monza di Cevoli per 2-1 (pareggiò il vantaggio siglato da Iacopino su rigore, poi le Noci risolse l’incontro).

- Francesco, sei uno dei tanti volti nuovi arrivati nella sessione invernale di mercato: parlaci della trattativa che ti ha portato a Monza. 
"Sapevo che avrei trovato una situazione difficile perché dai giornali avevo letto che non era tutto rose e fiori. Il direttore però mi ha convinto parlando a lungo col mio procuratore: è stata una trattativa abbastanza veloce, fatta in pochissimi giorni. Col mio procuratore abbiamo accettato perché abbiamo capito che non era così nera come era stata descritta".

- Sia il dt Pasini sia il ds Califano, nel bilancio di fine mercato, hanno sottolineato come il fatto che il chiamarsi Monza permetta ancora di convincere nuovi volti a vestire la maglia biancorossa. Anche per te è stato così?
"Sicuramente. Sappiamo tutti il valore del Calcio Monza e il suo blasone. Conosciamo anche la sua tifoseria e il nome di questa società. Io sono contento di essere qui. Mi impegnerò affinché si possa arrivare a ricoprire una posizione di classifica idonea a ciò che rappresenta il Calcio Monza".

- Quali saranno le qualità che metterai in campo per poter ottenere questo obiettivo?
"Non ho punti di forza o di debolezza che spiccano notevolmente. Di sicuro mi piace sia giocare la palla sia distruggere il gioco avversario. Posso giocare sia davanti alla difesa sia come mezz'ala. Quest'ultimo è il ruolo da me ricoperto negli ultimi anni e non ne sono pentito: ho imparato cose nuove per uno come me, che nasce mediano. Sono a disposizione dell'allenatore e darò tutto".

- A Vicenza è arrivata la quarta sconfitta consecutiva: cosa non ha funzionato?
"Diciamo che ancora non c'è grande coesione nella squadra: eravamo 11 giocatori che per la prima volta giocavano insieme. Non conoscendo appieno le nostre qualità, era difficile giocare contro una squadra collaudata che sta nelle parti alte della classifica. Di certo non è mancato l'impegno: si è visto già dai primi minuti quando abbiamo avuto delle occasioni per fare gol. Purtroppo certi errori contro squadre come il Real Vicenza, con attaccanti come quelli che vi giocano, paghi. Noi abbiamo pagato, ma già sabato potremo rifarci contro l'AlbinoLeffe: una squadra alla nostra portata".

- Il refrain attuale è quello che vi trovate nelle condizioni di dover quasi svolgere un nuovo ritiro estivo senza averne la possibilità. Quella di domenica è stata definita come un'amichevole precampionato da mister Pea.
"Infatti il mister ogni tanto ci dice che siamo a luglio. E' molto ironico da questo punto di vista. Purtroppo però ha ragione: sono cambiate molte cose da luglio ad ora per il Monza. Sono stati portati qui più di venti giocatori nel mese di gennaio e giustamente il mister deve ricominciare tutto daccapo. Credo che lui ci stia mettendo tutta la sua volontà e anche la sua umiltà. Trovarsi venti giocatori in due giorni non è stato per niente facile, ma ripeto: la sua organizzazione tattica e la sua intelligenza calcistica ci stanno aiutando tantissimo. Lui riesce a farci esprimere al meglio: se continueremo a seguirlo - allenamento dopo allenamento - tra 4/5 partite (ma spero di meno) avremo una nostra identità".

- Hai trascorso la prima parte di stagione a Pordenone, attuale fanalino di coda invischiato fino al collo nella lotta salvezza: anche lì qualcosa è andato storto?
"E' stata una prima parte di stagione un po' strana: ci sono state alcune cose che sono andate bene mentre altre no. Sono stati mesi travagliati in quanto mi sono trovato bene con compagni ed allenatore, ma non avevo buoni rapporti con la dirigenza. Si era quindi creata una situazione in cui non mi trovavo più bene: volevo cambiare aria. Ho preferito Monza, come ho detto prima, per la sua storia e anche perché sapevo che avrei trovato un grande allenatore".

- Ci sono stati molti avvicendamenti sulla panchina dei Ramarri...
"Scelte che non dipendevano da noi giocatori e anche molto frettolose, come ad esempio l'allontanamento di Zauli che ci stava dando una grande identità di gioco. La dirigenza era un po' lunatica e ha preso decisioni diverse, ma troppi avvicendamenti - prima Foschi, poi Rossitto - fanno male alla squadra".

- All'andata a Pordenone che Monza avevi visto? Era arrivata una vittoria allo scadere grazie ad una rete di Vita...
"Il Monza sulla carta era stato costruito per restare nei piani alti della classifica. Cito alcuni giocatori importanti, come Burrai, Hetemaj e lo stesso Vita. Parlando da ex, sapevamo quindi di affrontare una squadra molto forte ma abbiamo cercato di rispondere con le nostre armi. Abbiamo subito un gol al 93' che ci ha molto rammaricati. Ma ora non voglio più parlare del passato perché non mi fa piacere".

- Parliamo del futuro prossimo: il 15 febbraio ci sarà la scadenza legata agli stipendi. I rumors parlano di una società ancora in difficoltà. La vostra percezione quale è?
"Dico la verità: non ne stiamo parlando tantissimo. Sono problemi societari che la stessa società sta risolvendo, tutelandoci in tutto e per tutto. Quando sono arrivato qui, mi avevano parlato di disorganizzazione. Può darsi che sia diventato cieco, ma non ne ho vista. Per ora tutto procede bene. Riguardo al 15 febbraio la squadra ha la massima fiducia nella dirigenza. Aspettiamo con ansia".

- Nel tuo variegato curriculum c'è anche un'esperienza in Serie B con l'Ascoli, oltre a molte presenze tra C1 e C2. Hai qualche ricordo particolare?
"Sono stato bene in qualsiasi squadra io abbia giocato. Forse Ascoli è il ricordo più da mettere in evidenza perché ho fatto lì il Settore Giovanile, arrivando dagli Allievi alla Prima Squadra. Quindi lì è stata una gratificazione personale, con l'esordio in Serie B".

- Hai unito l'Italia: hai giocato dall'Alto Adige al Catanzaro.
"Appunto: mi piace girare (ride, ndr). Le vicende del calcio sono queste: un anno ti porta a Nord, un anno ti porta a Sud. Ma se dovessi scegliere, sceglierei di giocare sempre al Nord. Nonostante io sia di Napoli, trovo che giocare nel Girone A è molto più bello: si vede più calcio. Al Sud è un calcio più maschio ed aggressivo: c'è tanta quantità invece che qualità. Anche se ci sono squadre molto più blasonate, ma io preferisco il Girone A".

- A tal proposito Savino Tesoro, patron uscente del Lecce, parlava a TuttoLegaPro.com delle difficoltà di far emergere nuovi talenti al Sud. Un giovane, appena entra sul rettangolo di gioco in un campo del Sud, infatti, si trova davanti una tifoseria talmente numerosa che ha finito di giocare ancora prima di iniziare.
"In parte può essere vero: giocare in una squadra che punta al vertice della classifica, per un giovane non è facilissimo. Per questo o viene mandato in prestito o viene usato col contagocce. Però c'è anche da dire che se sei forte, giochi. Se in allenamento si evidenziano qualità superiori ad un esperto 30enne non vedo perché non dovrebbe giocare. E' inutile parlare della regola sull'età media: se un giovane gioca è perché ha qualità e lo merita".

- E in queste ultime giornate molti giovani qui a Monza hanno debuttato anche per necessità, mettendo in mostra comunque buone qualità.
"Devo fare i miei complimenti al nostro Settore Giovanile: qui ci sono giovani molto di prospettiva. Continuiamo così, ad integrarli con noi. Stiamo facendo loro imparare cose nuove, giorno per giorno. Ma anche loro danno a noi degli insegnamenti: il tutto per far arrivare il Monza nella parte tranquilla della classifica".

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