Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / potenza / Primo Piano
Chievo, Campedelli: "Abbiamo avuto problemi, periodi di crisi ci stanno. Lavoro per tutelare dipendenti e famiglie"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
mercoledì 25 agosto 2021, 01:16Primo Piano
di Redazione 2 TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte tggialloblu.telenuovo.it

Chievo, Campedelli: "Abbiamo avuto problemi, periodi di crisi ci stanno. Lavoro per tutelare dipendenti e famiglie"

Luca Campedelli ha rotto il lunghissimo silenzio per parlare ai microfoni di Tggialloblu in esclusiva. Un’ intervista a tutto campo sulla vicenda che ha portato all’esclusione della sua società dalla Serie B. Un momento sportivamente drammatico fatto ovviamente di responsabilità, affetti, storia. Su tutto però una certezza. A prescindere dalla categoria, il Chievo il prossimo anno sarà ancora sui campi.

Presidente, la domanda che tutti si fanno. Com’è stato possibile arrivare a questo punto?

Un’interpretazione errata di una norma dove si è fatto di tutto pur di escludere il Chievo. Noi e i nostri avvocati siamo però convinti di essere nel giusto e lo dimostreremo.

Il Chievo era visto come una società modello. Eppure i numeri parlano di un volume di debiti notevole.

Problematiche di cassa più che di natura economica. Abbiamo avuto problemi, abbiamo solo rateizzato l’Iva com’è fattibile per legge. Periodi di crisi ci stanno: fidi azzerati, retrocessione e altro portano a queste criticità. I debiti erano però onorati regolarmente, siamo un ottimo cliente dello Stato.

Come mai punire solo il Chievo?

Non saprei. Qualcuno si dimentica che la Lazio ha ottenuto una rateizzazione Iva della durata di venticinque anni per 120 milioni di euro. Ci si fossilizza solo sui nostri numeri, andiamo a vederli tutti i bilanci.

Se tutti i Tribunali vi stanno dando torto perchè continuare ad andare avanti?

Siamo nel giusto, la normativa lo dice. Non ci fermiamo davanti a niente. Siamo sicuri che troveremo un giudice che ci darà ragione prima o poi: nei nostri riguardi è stata fatta un’ingiustizia.

Giovedì c’è il Consiglio di Stato.

Tutto è possibile. E’ irrilevante che siano iniziati i campionati e che i giocatori siano stati svincolati.

Cosa la addolora di più di questa situazione?

Mi fa star male il fatto che i dipendenti stiano vivendo un brutto periodo e che il lavoro di trent’anni della mia vita sia stato buttato nel cesso senza che siano state ascoltate veramente le motivazioni.

Ha citato i dipendenti. Il Chievo infatti non è solo calcio…

I giocatori sono la parte visibile di tutto ma dietro c’è una struttura che lavora per loro. A me interessa tutelare i dipendenti e le famiglie, per loro vado avanti e lotto ogni giorno. Se fosse per i calciatori o altre persone avrei potuto mollare tranquillamente.

Avete un debito per il pagamento dello Stadio. Il Comune ha deciso di non agire in deroga all’articolo 52 e quindi siete fuori dai giochi.

Non siamo i soli ad avere un debito per il Bentegodi. I rapporti con il Comune sono pari a zero: hanno fatto la loro scelta e ci mancherebbe.  Per il Chievo qualcosa in più si poteva fare.

Pellissier ha fatto una nuova società e ha provato a prendere il titolo sportivo. Com’è stato possibile rompere con uno dei suoi giocatori simbolo?

Non considero rotti i rapporti. Ci siamo allontanati un po’, fa parte della vita. Può succedere che non si stia insieme per sempre.

Le viene contestato di essersi circondato di persone che non facevano parte della storia del Chievo, cosa che invece avveniva fino ad alcuni anni fa.

Non ho mai cambiato impostazione, tutte le scelte passano da me. Gradirei però si facessero i nomi e che si imputassero le colpe contestando qualcosa di oggettivo. Il presidente deve attorniarsi di persone di sua fiducia. Marco Pacione non faceva parte della storia del Chievo ma sono trent’anni che è con me: il responsabile comunicazione Dino Guerrini lo stesso lavora qui da tempo. Si dicono tante sciocchezze. Fabio Moro fa parte della storia del Chievo, Lorenzo Squizzi uguale, i dipendenti lo stesso. Ho preso dei professionisti che non vanno bene a chi? Si metta nero su bianco ciò che non va bene. Mi contestino pure, sono sempre in sede, non scappo.

Per il Chievo è un amore incredibile…

Mettere in discussione quanto amo io il Chievo significa che forse non ci siamo capiti. Non lo faccio per soldi, non vado in cerca di altre società. Il Chievo è lo spirito di mio padre quindi come tale lo considero un qualcosa di intoccabile. Chi tocca il Chievo è come se uccidesse mio padre la seconda volta. Tutta questa vicenda sta colpendo nel segno.

La Paluani è fuori dalla vicenda?

Facciamo chiarezza. Si parla a vanvera. C’è chi dice che sono stati tolti soldi dall’azienda per metterli nel Chievo. Sono baggianate. Tutti i soldi escono dalla mia famiglia, la Paluani non è stata toccata minimamente sul piano economico.

Chievo in difficoltà da quando è andato via Sartori?

Appunto è andato via, non l’ho mandato via. Era il 2014, siamo nel 2021. Sono passati diversi anni, abbiamo fatto la Serie A a lungo molta gente è cambiata ma non si può associare le due cose.

Il suo Chievo ci sarà ancora?

Non ci sono dubbi.

Altre notizie