Serie D Girone I, scoppia un petardo durante il match con il Gelbison ed il "Lamberti" di Cava De Tirreni viene chiuso per un turno
Gli incidenti che si sono verificati domenica scorsa al “Simonetta Lamberti” di Cava de’ Tirreni, con lo scoppio di un petardo nella curva dei tifosi metelliani che ha ferito gravemente un supporter locale, costano caro alla Cavese. Il Giudice Sportivo della serie D ha inflitto al club l’obbligo di giocare una partita a porte chiuse (contro il Lamezia Terme, il 14 aprile) e tremila euro di multa “per avere propri sostenitori introdotto e utilizzato materiale pirotecnico (26 fumogeni e 4 bombe carta) che veniva sia lanciato sul campo per destinazione rendendo necessario l’intervento dei vigili del fuoco, sia utilizzato nel settore ad essi riservato provocando lesioni ad uno dei medesimi. Inoltre, al termine della gara, propri tesserati rivolgevano frasi offensive all’indirizzo degli avversari che generavano uno stato di tensione sedato solo grazie all’intervento delle Forze dell’Ordine”, come si legge nel comunicato diffuso dalla Lega Nazionale Dilettanti.
Ma chi ha sparato questo petardo? Se subito dopo l’incidente, la ricostruzione appariva chiara e cioè che lo stesso uomo, colpito dal petardo, aveva acceso l’ordigno. Con il passar delle ore ha preso piede un’altra versione, quella della vittima e di alcuni testimoni, secondo la quale il 40enne avrebbe raccolto il petardo, lanciato da un altro settore, per proteggere i figli e altri bambini, presenti sugli spalti.


