Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / potenza / Primo Piano
Prova di Potenza...
lunedì 23 novembre 2015, 09:41Primo Piano
di Redazione TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte Pasquale Caputi per Terradibasilicata.it

Prova di Potenza...

Quando Improta, a dieci minuti dalla fine della partita, ha messo il pallone sul dischetto del rigore, tutti hanno pensato che una maledizione si fosse abbattuta sul Viviani.Il Potenza che era passato in vantaggio, che aveva un uomo in più per l’espulsione di Lecce, e che si era fatto rimontare dal gol dello stesso Improta, stava ora per subire la rete della capitolazione.

Ma lasciamo l’attaccante pugliese sul dischetto e partiamo dall’inizio.

Potenza – Taranto rappresentava l’esame di maturità per Marra e per tutti i suoi ragazzi. L’occasione per dimostrare che il lavoro svolto in queste settimane aveva finalmente forgiato una squadra in grado di giocarsela con tutti, che le buone prestazioni fin qui avute non erano frutto del caso ma di cambiamenti strutturali di schemi, rendimento fisico, e mentale, perché battere la squadra ionica non è un’impresa facile. Infatti, pur non vivendo un periodo felicissimo, il Taranto si è sempre dimostrato un gruppo “tosto”, che combatte fino alla fine, spesso riuscendo a raddrizzare e a risolvere le partite nei minuti finali, segno che è una squadra che non si arrende mai, inoltre si presentava a Potenza in terza posizione, con 24 punti, a sole tre lunghezza dalla prima in classifica.

Nei primi venti minuti, complice anche il forte vento contrario che soffiava sul campo, si vedeva di più il Taranto, che teneva il pallino del gioco, anche se il Potenza controllava abbastanza agevolmente le azioni offensive degli avversari. Poi il vento cominciava a placarsi e i lucani cominciavano ad essere più pericolosi. Le incursioni in area ionica si facevano più insistenti e in più di una occasione, il portiere Pizzaleo doveva fare gli straordinari.

Con un magnifico Oretti, che dava ordine e illuminava il gioco distribuendo palloni a destra e a manca, il Potenza saliva in cattedra e gli attacchi degli ionici si facevano sempre più rari, nonostante gli sforzi di Genchi e Improta.

Il primo tempo si concludeva così sullo zero a zero, con un Taranto in affanno e un Potenza in crescendo.

Ed eccoci alla ripresa. Gli uomini di Campilongo cominciavano di nuovo con grande intensità, ma per fortuna, un attento Napoli, riusciva a disimpegnarsi bene. E come nel primo tempo il Potenza iniziava a crescere e a riprendere la sua azione martellante, Simeri, Miocchi, De Stefano, ci provavano in più occasioni, ma i palloni a volte lenti, a volte mancati di un soffio, non si concretizzavano in gol.

Fino al 61°. “Oretti illumina per Simeri che di prima la prolunga a De Stefano al limite dell’area, il controllo però non è precisissimo, ma comunque riesce a sistemare il pallone per il tiro, piattone e palla che finisce in rete alla destra di Pizzaleo”.

A questo punto sugli spalti come in campo si scatenava la festa, urla, salti, applausi per un gol meritatissimo che sembrava non dovesse arrivare mai. Due minuti dopo Oretti imprendibile con la palla al piede si stava involando sulla corsia di sinistra, ma veniva falciato, con un intervento al limite del codice penale, da Lecce. Di nuovo sugli spalti il pubblico inferocito si è levava contro il giocatore tarantino, a cui l’arbitro mostrava un bel cartellino rosso.

Ma nemmeno cinque minuti dopo ecco che su un’azione da calcio d’angolo, una palla vagante in area veniva intercettata da Improta e messa alle spalle di Napoli. Una doccia gelata. Adesso era la  curva ospite a fare festa. Sembrava a questo punto che il pareggio fosse quasi inevitabile, con una squadra (il Taranto), che anche in dieci faceva paura. 

E invece a circa otto minuti dalla fine, l’arbitro, per uno sciagurato fallo di mano in area, fischiava il rigore a favore degli uomini di Campilongo, che avrebbe quasi sicuramente condannato a una immeritata sconfitta il Potenza.

Improta mette la palla sul dischetto. Nell’intero Viviani (tranne il settore ospiti), nel silenzio generale, tutti i tifosi del Potenza cominciano a ripetere mentalmente, all’unisono: “sbaglia… sbaglia… sbaglia”… Improta prende la rincorsa, “sbaglia.. sbaglia… sbaglia”..  comincia a correre verso la palla, “sbaglia… sbaglia… sbaglia”, calcia… ““sbaglia.. sbaglia… sbaglia”... Napoli si tuffa sulla destra… “para… para.. para”.. il pallone va invece a sinistra.. “fuori.. fuori.. fuori”… palo!!.

Nel Viviani è stato come se il Potenza avesse vinto la Champions League battendo il Barcellona al Camp Nou.

Ormai sia in campo che nelle tribune il delirio era generale. A questo punto Marra provava a vincerla, mettendo dentro oltre a Cinque, anche Esposito e Jeda. Se avesse avuto qualche altro cambio a disposizione sarebbe entrato anche lui. Quattro attaccanti per provare a metterla dentro.

Al 92°: Oretti batte un calcio d’angolo, la palla attraversa tutta l’area, la mancano i difensori, la mancano gli attaccanti, la manca il portiere,  e chi spunta sul palo opposto? L’uomo che non ti aspetti, Pasqualino Esposito: professione difensore, a cui probabilmente non è sembrato vero di trovarsi quel pallone sul piede. Il Tiro. Il Gol. L’apoteosi! Potenza: 2 - Taranto: 1.

La partita praticamente finiva così, con Esposito che si toglieva maglia, canotta, pelle… correva tarantolato verso la panchina, abbracciava tutti e tutti l’abbracciavano e con il Viviani in festa.

Una vittoria sofferta, bella, emozionante, che, ne sono certo, ha fatto di nuovo innamorare i potentini del Potenza, che quando incontra il Taranto diventa…tarantolato.

Altre notizie