Per non dimenticare...
Trentacinque anni dopo, la Basilicata ricorda il terremoto che la devastò assieme all’Irpinia. Dopo il 23 Novembre 1980 si avviò un cambiamento socio-economico molto accentuato. I morti in regione furono 150, 77 nella sola Balvano, dove il crollo della Chiesa Madre provocò la morte di 66 tra bambini e ragazzi. In pratica ogni famiglia ebbe la perdita di un proprio caro, quasi tutto il paese fu distrutto. Dopo questo terremoto cambiò l’organizzazione della Protezione Civile Nazionale, basti pensare che alcuni centri irpini i soccorsi arrivano tre giorni dopo. Nacque la rete di monitoraggio sismico. Ingenti fondi per l’industrializzazione divisi tra sette diverse aree nella parte nord della provincia di Potenza, fecero nascere stabilimenti che però solo in parte garantito l’occupazione sperata. Molti, infatti, sono chiusi o falliti. La ricostruzione delle abitazioni è pressoché completata, ma resistono nuclei di prefabbricati. Il più noto è a Bucaletto a Potenza, dove, peraltro, oggi l’Ater consegnerà le primi cinque di cento case, ospitate in nuove palazzine.


