Quaterna del Potenza!
Era da tempo che lo scarno pubblico del Viviani non beneficiava dello spettacolo di 4 reti della compagnia teatrale Marra & company. Pur non essendoci la necessaria continuità nel canovaccio dei rosso-blù, gli stessi hanno mostrato intuizioni e sprazzi di bel gioco, che hanno consentito di raggiungere il successo.
Ma in questi tempi di luci splendenti, la fiammella dell'ispirazione che s'accendeva in ogni zona del campo il giocatore si spostasse , ha il segno di Jedà, uomo dalla classe cristallina, che, inuna visione di prospettiva,vedasi un tridente offensivo, potrebbe essere determinante per la rincorsa ai piani alti della classifica.De Stefano, Simeri e Jedà costituirebbero un trio da prendere con le molle. Ma torniamo al match con il Serpentara, squadra di bassa classifica ma con un organico niente male per la categoria, ma non sufficiente per giocare a scarte scoperte in casa dei leoni. I blau-grana, infatti, emuli sfigati dei figli della catalogna, si sono schierati con un 4-2-1-3 estremamente offensivo, con Matarazzo, Ilari, Del Duca e Galiazzi in difesa, Merino e Lustrissimi nel mezzo, Delgado come trequartista dovunque a tirar fuori il terzetto Lo Laico, Esposito e Liccardi, per gli inserimenti a turno di Quadrana, De Iulis e Comini.
I rosso-blù si schieravano con il solito 3-5-2 con Miocchi, Bitancourt e Giacinti a centrocampo, sostenuti dagli esterni Navas e Blandi, con Jedà e De Stefano predatori in zona goal In tal modo mister Foglia Manzillo pensava di bloccare con il pressing alto la manovra dei potentini e, nello stesso tempo di rubar palla per innescare le proprie artiglierie. Il giochetto, invece, non riusciva, sia per la vivacità delle diagonali Miocchi – De Stefano e Giacinti- Blandi che per la furia agonistica e la razionalità di Bitancourt, i quali recuperavano palla e ripartivano.
In 11° minuti, infatti, raggiungevano il 1° goal con un rigore trasformato impeccabilmente da Jedà, concesso per un intervento su un inarrestabile De Stefano, dopo una costante pressione offensiva. Ma i romani non erano da meno, sfioravano l'incrocio con Delgado ed al 23° con De Iulis raggiungevano il pareggio per un generoso dono di tutta la retroguardia lucana. Dopo il pari i granata schieravano un 4-3-3, arretrando Comini sulla linea dei centrocampisti per contrastare un inarrestabile Miocchi. Mossa inutile perchè la mezz'ala rosso-blù, al 40°,siglava la rete del 2-1 e propiziava una conclusione sul palo da parte di De Stefano mentre, allo scadere, un'incursione di Blandi consentiva a Liccardi di realizzare il goal della tripletta.Il 2° game rivedeva in gioco un fantasioso Jedà che forniva, in due circostanze, a Blandi e De Stefano di minacciare la porta di Saccucci; di contro il portiere Napoli respingeva su Delgado e veniva salvato da una sciagurata conclusione di Quadrana.
I Blaugrana sentivano odor di goal ed attaccavano con De Iulis fermato, sia da Jedà che spazzava sulla linea, sia da un napoli in grande crescita.Ma al 25° il brasileiro decideva ch'era ora di finirla e, servito da Bitancourt sulla ¾, dopo aver incantato l'intero pacchetto arretrato degli ospiti, calciava imparabilmente alle spalle di Saccucci. 4-1, quindi e pratica di fatto chiusa, anche se il solito De Iulis chiamava Napoli a 2 interventi complicati.
Finiva in gloria, dunque, con i pochi esultanti e con un affettuoso abbraccio all'avversario di turno Roberto Delgado, entrato nella storia rosso-blù, per essere stato uno degli eroici leoni di Benevento, autore del goal della promozione in C1.


