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Fuga di talenti: "Il futuro è l'Estonia..."!
giovedì 24 marzo 2016, 15:03Primo Piano
di Redazione TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com

Fuga di talenti: "Il futuro è l'Estonia..."!

Per quanto fosse spessa, la cortina di ferro non è mai riuscita a celare agli occhi del mondo la bellezza dei Paesi baltici. Al contrario, l’occupazione sovietica e il relativo, parziale isolamento di Estonia, Lettonia e Lituania, hanno accresciuto ancora di più il fascino di quei luoghi. A suscitare attrazione erano la magia di paesaggi lontani, i colori della natura e, perché no, i racconti di leggendarie bellezze. E il calcio? Beh, quello baltico ha sempre navigato lontano dalle coste del calcio che conta, periferico com’era alla galassia sovietica. Ma, spenta questa galassia, lentamente è cresciuta l’attenzione anche per il pallone. E gli italiani l’hanno capito. In Estonia giocano due «pionieri» dell’emigrazione verso il Baltico, Maximiliano Uggè e Damiano Quintieri: 24enne difensore bergamasco il primo, 25enne centrocampista cosentino il secondo, entrambi di scuola Inter, giocano per il Nömme Kalju, una delle squadre della capitale Tallinn. «Un posto dove si vive bene - spiega Quintieri, in Estonia dal 2012, quando vinse il campionato - . Volevo qualcosa di diverso dall’Italia, ma quando il mio procuratore mi ha parlato di Estonia non sapevo nemmeno dove fosse: mi sono documentato e non ho più avuto dubbi. Io ormai qui sono di casa, è una città splendida e molto tranquilla, non come da noi». Ecco, appunto: l’Italia. Lasciata da entrambi dopo un po’ di girovagare in Lega Pro, l’Italia del calcio non manca per nulla: «Dopo le ultime esperienze nel nostro Paese sarei andato ovunque ­ spiega Uggè ­ purché non fosse in Italia. In Estonia sono appena arrivato dopo un’esperienza di 3 anni in Lituania e mi trovo bene. Tutto qui è diverso: la pressione prima della partita è più bassa, il dopo gara è molto più rilassato, ma ci sono molte differenze anche in campo». Scuola russa, meta Europa Innanzitutto nella preparazione, ma in generale nel livello del calcio estone, che vive una fase di forte crescita, ma sconta ancora un certo ritardo. «Il movimento è un po’ indietro per tattica e qualità, ma negli anni ho visto una costante crescita e la Meistriliiga (la A, ndr) sta diventando molto competitiva spiega Quintieri ­, anche se a livello tecnico vige ancora la vecchia scuola russa: meno qualità, più sostanza». L’attenzione dei media cresce di anno in anno: in tv non c’è più solo basket, ma tutto il calcio di prima serie estone ora è trasmesso in diretta. I club sono seri e si stanno strutturando, vogliono competere in Europa e in questo si sta rivelando importante l’apporto degli stranieri: Uggè e Quintieri portano in dote la formazione delle giovanili nerazzurre e dell’Italia rimpiangono poco. Forse solo il cibo. Forse.

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