La leggerezza dell'essere. Vangone, Vertolomo e il Potenza.
Prendiamo spunto dal famoso libro di Milan Kundera che ci perdonerà l’aver accostato forzatamente a una sua opera importante, un mero discorso sul calcio.
La storia inizia quando la squadra rossoblu fu prelevata dal duo campano da un commercialista itriano, negli animi potentini c’è stato un sentimento di speranza anche se contrastato da quanto Vertolomo avesse lasciato a Cava dei Tirreni, mentre Vangone, in principio, è sembrato agire all’ombra del napoletano. Senza nessuna costrizione, i due mecenati avevano salvato il Potenza dall’ennesimo fallimento.
Un programma pluriennale e l’inizio di una storia che il popolo rossoblu ha accettato con ottimismo e fiducia.
Poi sono piombati i debiti pregressi, di lì la necessità di cambiare in corso i programmi, si è smantellata la squadra e, grazie a un manipolo di ragazzotti, guidati da un allenatore di polso come Marra, si è raggiunta l’agognata salvezza.
Salvezza in anticipo e dichiarazioni roboanti: si punta ad allestire una squadra che possa lottare almeno per i play off. Ci si affida a un amico di vecchia data del Potenza, Ezio Capuano, che fa scendere in Basilicata atleti con un curriculum importante, giovani under ambiti dalle migliori compagini di Serie D mettendo sulla panchina Esposito un suo giovane discepolo.
Ma i primi problemi nascono dall’impossibilità dell’uso del Viviani che l’amministrazione comunale potentina, con colpevole ritardo, consegna al Potenza solo a fine novembre. La società perde incassi, spende quanto non previsto e alla fine il conto è salato (circa 100.000 Euro). Nel frattempo il Potenza perde l’incontro di Coppa Italia con il Picerno e tracolla in amichevole a Eboli. Dopo le dimissioni di Esposito, alla prima di campionato ecco Pirozzi, allenatore navigato per la categoria. I problemi, però, aumentano: logistica, organizzazione societaria inesistente e primi attriti con l’ambiente. La società annaspa e inizia un turbillon di iniziative, più o meno fondate, per rilevarla o per compartecipare alla gestione. Nulla da fare, V&V vanno avanti e promettono i rinforzi necessari per mantenere fede ai programmi; ma tra il dire e il fare c’è tanto… mare e la barca rossoblu inizia ad imbarcare acqua. Si perde più di una partita fino al tracollo con il Madre Pietra che rifila una manita ai leoni in quel di Picerno. Si esonera Pirozzi e la squadra con Catalano in panchina, dopo la rinuncia di Stenta, prende un insperato punto a Bisceglie. Ma le novità non finiscono e viene ingaggiato Oberdan Biagioni che fa il suo debutto sul nuovo prato del Viviani con un pareggio striminzito con la Vultur Rionero. Sconfitta successiva con il Picerno e sconfitta in casa, la prima sul nuovo prato in sintetico, con il Nardò.
La barca affonda sempre di più, il DS Flammia si dimette, dopo aver ingaggiato l’allenatore romano e durante la sessione di calciomercato invernale, per disaccordo con la proprietà, si dimette il DG Saponara per non aver saputo “coinvolgere” le forze attive della città… La Ovest contesta in maniera forte disertando il Viviani che oggi ha presentato un colpo d’occhio desolante con circa 150 presenti, molti dei quali con accredito.
Vangone e Vertolomo hanno tutta la libertà di scegliere il da farsi ma i fatti contingenti dimostrano una insanabile frattura tra città, tifosi e società.
La domanda che ci facciamo è perché questa ostinata volontà di camminare borderline tra un dirupo senza fine e il vivacchiare alla giornata senza poter o voler attuare un progetto che loro stessi (Vangone e Vertolomo) hanno ipotizzato in tempi non sospetti?
Quali motivi costringono la società a persevrare con questo atteggiamento deleterio?
Potenza altre volte si è rialzata anche partendo dal basso, da serie inferiori, e se non ci sarà una risposta esaustiva (con i fatti) da parte dei due presidenti sarà questo il futuro dell’attuale società: abbandonata da tutti.
Ora tornando al romanzo a cui abbiamo in maniera "dissacrante" fatto riferimento ritroviamo esattamente i quattro temi sviluppati nell’opera di Kundera: libertà e costrizione, necessità e contingenza… in un racconto fantastico che abbiamo appena accennato e di cui non conosciamo la fine. Un dato è certo: quello che è proprio vero è che, a volte, la realtà supera, di molto, la fantasia...
L'unica verità ad oggi, incontrovertibile, è che, egregi presidenti, il vostro tempo a Potenza è scaduto…
(Voceroca)


