"Grana Claps": da un patrimonio da tutelare ad un talento da non dilapidare.
Non c’è mai da star sereni in casa Potenza visto che l’ultima querelle implosa nel concitato ambiente rossoblu è la recente “grana Claps”, con il ’98 potentino separato in casa con il club della propria città. Alla base del problema ci sarebbe la volontà del ragazzo di non giocare in prima squadra per le presunte pressioni che ne scaturirebbero, con gli incoraggiamenti da parte dei compagni più esperti mal interpretati, a causa della giovane età, come rimbrotti ed improperi. Da qui le dichiarazioni di mister Biagioni nel post gara contro il Cynthia che ha dichiarato testualmente: “Ha fatto una scelta ben precisa, quella di non voler giocare in prima squadra - ha dichiarato il tecnico laziale. Si vede che gli piace divertirsi con i bambini e continuerà a farlo”. Parole infuocate che la dicono lunga della delusione di Biagioni nei confronti di un così tanto spreco di talento, visto che il potentino classe ’98 ha un grande potenziale. Prima di gettare la spugna però bisognerà provarci 10, 100, 1000 volte, perché Claps va innanzitutto compreso, preservato e tutelato, essendo patrimonio del Potenza Calcio, ma allo stesso tempo il giovane leoncino dovrà anche capire, attraverso parole quasi paterne, l’onore e l’onere di indossare la maglia della sua città. Occasione più unica che rara e che passa solo una volta nella vita, con la profonda speranza che non la si debba rimpiangere a distanza di anni e da entrambe le parti.


