Massimo Risultato... con il Minimo Sforzo...
Trasferta positiva in quel di Agropoli per il Potenza. Grazie a un rigore di Todino all’85° i rossoblu si portano a casa tre preziosissimi punti che la tirano fuori dalla zona play-out e le permettono di collocarsi davanti a Hercolaneum e San Severo e di agguantare a quota 32 la Virtus Rionero, sconfitta in casa dal Cynthia.
L’inizio gara è di quelli vivamente sconsigliati ai tifosi potentini affetti da cardiopatie o da fenomeni depressivi. Dopo solo tre minuti un cross a centro area di Adiletta innesca una scena da cartone animato, la palla schizza sulle gambe di Napoli e arriva a De Lucia che la calcia a botta sicura verso la porta sguarnita ma colpisce la traversa, il rimbalzo favorisce Tiboni che di testa rimanda il pallone verso la porta, sempre desolatamente vuota, ma sulla linea si materializza Di Somma in versione santo protettore che la tira fuori salvando capra, cavoli e coronarie.
Dopo questo sussulto iniziale le squadre si prendono il meritato riposo, in fondo l’emozione è stata forte per entrambe le parti, e così per i successivi venti minuti i pericoli più seri sono rappresentati solo da qualche minaccia influenzale a causa della pioggia incessante.
Dopo il riposino pomeridiano i rossoblu decidono che è giunta l’ora di fare qualcosa, dopotutto l’Agropoli non è il Real Madrid e poi ci sono circa 150 tifosi arrivati da Potenza e qualche soddisfazione bisogna pur dargliela visto l’incitamento in cui si stanno prodigando dall’inizio della gara. E così al 25° Esposito, servito da Lionetti, fa partire un gran tiro dai 30 metri che sorvola di pochissimo la traversa.
~~Al 32° Forgione, imbeccato ottimamente da Pepe, prova a superare il portiere con un pallonetto ma la palla si spegne al lato.
Il Potenza è cresciuto, controlla gli spazi ed è, in questa fase finale del primo tempo, molto più propositivo dei padroni di casa. Al 43° c’è ancora una buona azione degli uomini di Biagioni ma Forgione, invece di provare a calciare in porta, tenta un’improbabile tacco per Pepe e l’azione sfuma.
Il primo tempo finisce a reti bianche ma con i rossoblu che, dopo lo spavento iniziale, hanno trovato le giuste misure e la giusta determinazione.
Purtroppo la ripresa comincia nuovamente con un sussulto dell’Agropoli. Al 7° è Cacciotti a fare la parte del santo protettore salvando sulla linea un colpo di testa del solito Tiboni.
All’11° ancora Tiboni, servito da uno splendido taglio di Adiletta, supera Napoli in uscita ma il suo tiro finisce sul palo. Cinque minuti di gelo per i colori rossoblu.
Servono i soliti venti giri di lancette al Potenza per carburare e riordinare le idee. Al 23° Donnarumma in piena area atterra Forgione lanciato a rete. Per l’arbitro è tutto regolare, per i tifosi potentini è rigore netto e lo si capisce dal generoso numero di flagelli divini augurati al signor Maggio di Lodi.
Ma il calcio dagli 11 metri è rimandato solo di un quarto d’ora. Prima c’è il tempo per la sostituzione di Todino al posto di Lucchese al 34° e per l’espulsione al 35° di Bernardini, entrato in campo da meno di cinque minuti, per doppio giallo.
Il Potenza in superiorità numerica prova a chiuderla e al 40° arriva la svolta. Palla di Guaita per Forgione che supera due avversari ed entra in area dove viene atterrato da Fiorillo. Questa volta l’arbitro fischia il penalty per la gioia dei tifosi potentini (il flagello divino è stato scongiurato).
Sull dischetto va proprio Todino che col minimo sindacale segna e regala la vittoria al Potenza.
Nel recupero l’Agropoli si riversa tutto in attacco alla disperata ricerca del pareggio ma la malasorte e un fuorigioco impediscono ai campani di mettere a segno il gol del pari.
Il triplice fischio dell’arbitro è una liberazione. Tre punti per portare il Potenza fuori dalla zona play out e far rifiatare tutto l’ambiente. La partita non è stata certamente delle migliori, poche le giocate interessanti, diversi errori e molti uomini in ombra, soprattutto tra i più esperti, lasciano un sapore amaro in bocca ma a chiudere la gara arriva un raggio di sole che illumina il campo dopo un'intera giornata di pioggia; non c’è miglior metafora per descrivere l’importanza e la dolcezza di questa vittoria.


