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La Figc Basilicata sul banco degli imputati...
martedì 5 settembre 2017, 13:41Primo Piano
di Redazione TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com
fonte Piero Miolla.

La Figc Basilicata sul banco degli imputati...

Il pallone lucano si sgonfia. Tratto dall'inchiesta del collega Piero Miolla sulle colonne de La Gazzetta del Mezzogiorno edizione Basilicata, con due pagine dedicate al movimento calcistico lucano, vi proponiamo integralmente quanto pubblicato sulle problematiche emerse soprattutto in quest'estate. In sei punti, tra cui un'intervista al presidente della Figc Piero Rinaldi, sono state analizzate le vicende dei club più importanti con le proprie vicissitudini e lo stato attuale dei campionati regionali.

iIL DECADIMENTO DEL CALCIO LUCANO - Il pallone lucano si sgonfia sempre più. Si ammainano le bandiere e in tanti centri di Basilicata il calcio rimane solo quello visto in tv, peraltro ormai in vera e propria overdose. Colpa della crisi economica, certo. Ma anche di un movimento che, pure essendo sulla carta dilettantistico, scimmiotta sempre più il professionismo, con tanti calciatori che considerano il football non un semplice divertimento ma un vero e proprio lavoro, fonte di reddito. Se ci aggiungiamo che in tanti centri lucani stanno venendo a mancare la base primaria, vale a dire i giovani, è evidente che le società siano costrette a cercare materiale umano da fuori. E anche di un’impiantistica che, è bene dirlo, lascia molto a desiderare. Tutto questo, inevitabilmente, si riflette sul calcio giocato: oggi, peraltro, parte il campionato di Eccellenza, massimo campionato regionale del calcio dilettantistico, ma con l’ennesima ombra. E’ notizia piuttosto fresca, infatti, che il Corleto, dopo un solo anno nella “Premier League” di Basilicata, ha deciso di rinunciare e di chiudere baracca e burattini, pur dopo aver formalizzato l’iscrizione. L’estate 2017, più in generale, passerà alla storia come quella delle rinunce di società blasonate come il Melfi, che, retrocessa dopo 14 anni di professionismo, piuttosto che iscriversi alla serie D, ha preferito scendere ulteriormente di categoria richiedendo l’iscrizione all’Eccellenza. Del pari, il Real Metapontino, fresco vincitore del campionato di Eccellenza l’anno scorso, ha rinunciato alla Serie D per motivi infrastrutturali: la società celeste, infatti, pur non avendo problemi economici ha deciso di tornare in Eccellenza perché senza stadio: quello di Policoro è fatiscente e quello di Pisticci (dove, comunque, il Real giocherà le sue gare interne in Eccellenza) non è omologato per la serie D. Anche la Vultur Rionero, tornata in serie D dopo più di 20 anni e retrocessa dopo una sola stagione, ha rinunciato alla richiesta di ripescaggio, iscrivendosi all’Eccellenza. Ma il dato più clamoroso riguarda il campionato di Promozione, quest’anno solo a 14 squadre per le rinunce di squadre come il Tursi e non solo: anche chi avrebbe avuto chance di ripescaggio, come il Salandra appena retrocesso in Prima Categoria, ha rinunciato a ritornare dalla porta di servizio in Promozione, probabilmente preferendo ammortizzare i costi e ripartire con giovani talenti locali. Insomma, il calcio lucano non vive un momento d’oro, innanzitutto dal punto di vista economico e infrastrutturale. Basti pensare che, oltre al Matera di serie C e Potenza, Picerno e Francavilla di serie D, per il resto si naviga a vista. E non sempre, purtroppo, si riesce a rimanere a galla. Probabilmente sia le istituzioni regionali che quelle federali dovrebbero prendere atto che il movimento sta per implodere. Le prime potrebbero “facilitare” la realizzazione di impianti moderni ed efficienti. Le seconde, che hanno certamente il polso della situazione, potrebbero anche ridurre l’impatto economico concernente le iscrizioni: per l’Eccellenza, infatti, si parla di circa 8mila euro che, è vero, non sono un capitale, ma di sicuro una somma che, aggiunta alle spese vive (trasferte e ristoranti) e, naturalmente, ai rimborsi per i calciatori, diventa rilevante. A proposito di spese, quest’anno per chi frequenta l’Eccellenza sono in aumento: il campionato a 18 squadre (nel frattempo diventato a 17 per la rinuncia del Corleto), infatti, costringerà tutte le squadre a disputare più gare, fare più trasferte, pagare più rimborsi. Nel 2017, dunque, il movimento calcistico lucano si scopre sempre più debole e in difficoltà. Servirebbe, probabilmente, un momento di riflessione generale tra federazione e squadre prima che sia troppo tardi e che, quello che era e rimane un gioco, si spenga definitivamente. Togliendo quegli spazi sociali e ludici che solo lo sport, non solo il calcio, sanno regalare. Lo sanno bene in centri come Pisticci dove, da qualche anno, non c’è il calcio. Uno degli stadi più “caldi” di Basilicata, il Michetti, infatti, è costretto ad ospitare altri colori ma non più quelli gialloblù, simbolo di una squadra che, nella sua storia, ha vissuto 7 stagioni in serie D e lanciato un tecnico del calibro di Gino De Canio.

Rinaldi risponde...

“Il calcio lucano è certamente in difficoltà, ma in linea con gli anni precedenti: siamo riusciti a mantenere a grandi linee i numeri dell’anno scorso sia per il calcio a 11 che per il futsal”. Per il presidente del Comitato regionale di Basilicata della Figc, Piero Rinaldi, il movimento del football di Basilicata, dunque, non è in crisi ma di sicuro attraversa un momento di difficoltà. “Spero di avere almeno una decina di squadre di calcio a 11 femminile – ha preannunciato il presidente Rinaldi –, un movimento che tornerebbe dopo tanti anni nella nostra regione: di sicuro c’è tanto entusiasmo per quanto riguarda questa ambito”. La situazione, crisi o no, rimane certamente non facile. “Assolutamente sì – ha confermato il presidente del Crb – la situazione è sempre critica in quanto sono sotto gli occhi di tutti i grandi sacrifici che fanno i dirigenti delle squadre lucane”. Qualcuno di loro ha anche chiesto una riduzione dei costi per le iscrizioni. Non si può fare proprio nulla da questo punto di vista? “In primis diciamo subito che questi costi non aumentano da cinque anni, ed è già un sacrificio per il Comitato, che non percepisce altro tipo di contributi e, di fatto, vive di questi soldi e grazie alle iscrizioni ai campionati. Per questo dico che è difficile abbassare i costi per le società facendo loro pagare meno l’iscrizione al campionato di competenza”. Altro tema delicato: le infrastrutture fatiscenti o, comunque, spesso non utilizzabili se non nei campionati più bassi. In tal senso, cosa può fare concretamente la Federazione Giuoco Calcio? E’ possibile un ruolo attivo del Comitato su questo fronte? “Credo che su questo tema molto dipenda dalla volontà dei sindaci che, purtroppo, spesso non prendono a cuore le sorti degli impianti della propria città. Ricordo che ci sono stati bandi del Coni che hanno elargito fondi di una certa entità per la realizzazione o l’ammodernamento degli impianti sportivi: sono state poche, però, le Amministrazioni che hanno risposto. Dall'altro lato, però, ricordo che in provincia di Potenza, ormai, sono una ventina gli impianti con erba artificiale, mentre anche in quella di Matera qualcosa si sta muovendo: mi riferisco all’impianto di Bernalda, quasi ultimato, che è un campo strategico in quanto potrebbe fare da cerniera su tutto il Metapontino. La situazione, da questo punto di vista, è in evoluzione: a giorni, ad esempio, partiranno i lavori per il rifacimento del campo di Tolve. Lentamente, dunque, qualcosa si sta muovendo”. Dopo la decisione del Comitato lucano di ammettere al campionato di Eccellenza anche società come Melfi e Real Metapontino, ampliando così a diciotto il numero delle squadre partecipanti, alcuni club iscritti a quel torneo hanno protestato: in tal modo, hanno sostenuto, aumentano le gare da giocare e, dunque, anche le trasferte e le spese. Cosa risponde la massima istituzione calcistica regionale a questa obiezione? “Che nelle altre regioni capita spesso che squadre retrocesse dalle categorie superiori o comunque fallite vengano iscritte al massimo campionato dilettantistico regionale. Lo abbiamo fatto anche noi, anche se avremmo ben potuto iscrivere Real Metapontino e Melfi in campionati minori. La decisione di accogliere queste due società in Eccellenza è stata adottata all'unanimità: credo sia giusto così”, ha concluso il massimo esponente del calcio lucano a disposizione e su quello abbiamo giocato la serie C, ma anche la Berretti e gli Allievi nazionali. La situazione generale degli impianti, in Basilicata, è molto precaria”, ha concluso Maglione che poi ha detto di aspettarsi “un campionato medio alto: è ovvio che dovremo portare in alto i nostri colori, ma anche pensare ad una stagione di transizione e di adattamento”. Sullo sfondo quel binomio perfido, rappresentato dalle scarse capacità economiche e dagli impianti che scarseggiano o che, quando ci sono, non si mostrano all'altezza della situazione, che non riguarda solo Melfi, ma tutta la Basilicata calcistica.

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