Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / potenza / Primo Piano
Pomigliano: è l'ex tecnico Seno il nuovo direttore dell'area tecnica.
mercoledì 6 settembre 2017, 14:51Primo Piano
di Redazione TuttoPotenza
per Tuttopotenza.com

Pomigliano: è l'ex tecnico Seno il nuovo direttore dell'area tecnica.

Il sodalizio tra Pomigliano Calcio e Gruppo Stella Splendente non poteva che nascere sotto una buona…stella! La stella in questione è il più giovane mister ad aver alzato la Coppa Italia di Serie D (proprio a Pomigliano ndr), fiore all’occhiello di un curriculum di tutto rispetto. Stiamo parlando di mister Biagio Seno. Una carriera già ricca di soddisfazione nonostante la giovane età. Allenatore professionista con abilitazione Uefa A, vanta diversi titoli tra campionati giovanili vinti, salvezze conquistate e numerosi trofei individuali. La nascente fusione tra la realtà calcistica pomiglianese e i rossoblu anastasiani non poteva avere guida migliore. Un sfida del tutto nuova che il tecnico ha accettato con grande entusiasmo, come si evince dalle sue parole.

Come ci si sente nei panni del Direttore Tecnico? È la prima esperienza per te in questo campo?
"No, non è la prima esperienza, è un ruolo che ho già rivestito in passato. Sicuramente dopo tanti anni di prima squadra ritrovarmi a gestire un progetto importante, che parte dalle basi per creare un tipo di azienda calcio innovativa, mi gratifica e mi stimola notevolmente".

Calcio Pomigliano e Gruppo Stella Splendente: quando l’unione fa la forza…
"C’è solo da lavorare per arrivare agli obiettivi che ci siamo prefissati. Pomigliano e Stella Splendente sono due tra le realtà più solide del territorio. Dalla loro unione non poteva altro che nascere un progetto ambizioso che si dedica anima e corpo ai ragazzi, partendo dai primi calci fino ad arrivare alla prima squadra. L’obiettivo principale è quello di far crescere calciatori e formarli secondo i nostri dettami calcistici, in campo e fuori, al fine di creare un serbatoio di giovani da cui la prima squadra possa attingere. Cercare di imporsi sul mercato affidandosi soprattutto alla ricchezza del proprio vivaio; un qualcosa che da queste parti si vede per la prima volta. Un progetto ad ampio raggio che mi vede coinvolto a trecentosessanta gradi, che mi piace molto. Una sfida che ho accettato con grande voglia ed entusiasmo".

Quanto è importante il settore giovanile nella formazione della prima squadra?
"Personalmente ho fatto il percorso inverso. Dopo tanti anni di prima squadra ho preferito dedicarmi a questo progetto proprio perché voglio vedere e toccare con mano quanto conta effettivamente il settore giovanile per la prima squadra e quanto conta nell’ambito calcistico nazionale. Ho deciso di curarlo in prima persona per capire nel giro di qualche anno quali risultati riusciamo ad ottenere, seguendo le nostre metodologie ed i nostri dettami calcistici di cui parlavo prima, e non mi riferisco solo alle caratteristiche tecniche e tattiche. Parlo anche delle qualità extra campo, i valori che i nostri calciatori devono possedere. Etica, rispetto, cultura del lavoro, dedizione, senso di appartenenza…si formano prima gli uomini e poi calciatori. Filosofia che, per mia fortuna, ho riscontrato anche nella Stella Splendente e nel loro modo di intendere il calcio".

Perché i giovani fanno fatica ad emergere in Italia rispetto ad altri Paesi?
"Perché non c’è metodo alla base. Inoltre le nuove generazioni sono meno attratte dal pallone. La tecnologia ha cambiato le nostre vite e quelle dei giovani che oramai prediligono altri interessi. Fateci caso, i ragazzini che giocano per strada si vedono sempre più di rado. Per questo motivo, quei pochi che hanno davvero voglia di fare calcio devono essere invogliati ed indirizzati in modo adeguato, con metodologie studiate e adatte alla loro formazione. In altri Paesi questo viene già fatto ed infatti sono decenni avanti a noi; la Spagna, la Germania, il Belgio, giusto per fare qualche esempio ma potrei anche continuare. Lì si creano giovani calciatori dotati di un bagaglio tecnico e tattico importante, figlio di una preparazione del settore giovanile di livello. Noi, in questo, siamo rimasti un po’ indietro rispetto a ciò che era il nostro modus operandi passato. I calciatori nati negli anni ’70 e ’80 sono stati allenati in maniera efficace, con metodi che magari oggi possono sembrare antiquati, ma si curava l’uno contro uno, lo sviluppo del singolo e tutti gli aspetti più importanti nella costruzione dei talenti in erba. Dopo l’avvento di Sacchi, tanti allenatori hanno cercato di riproporre quel modello all’interno dei settori giovanili, privilegiando il concetto di tattica di squadra rispetto all’evoluzione del singolo calciatore. Un errore madornale. La preparazione individuale, nella fase di crescita del ragazzo, è assolutamente fondamentale. Questo ha portato una crescita tattica dei nostri allenatori –tra i più ricercati in Europa e i recenti successi lo dimostrano-, ma di contro ha provocato un impoverimento tecnico generale dei nostri ragazzi. Nelle selezioni giovanili la qualità del singolo va messa al servizio del collettivo, non il contrario".

Cosa ti senti di dire ai tuoi collaboratori all’inizio di quest’avventura?
"Al di fuori dell’impegno, in questo lavoro ciò che conta è la passione. Se siamo tutti appassionati, allora possiamo dare vita a un progetto importante e vincente. Se non lo siamo e veniamo solo a timbrare il cartellino, incontreremo diverse difficoltà. Tuttavia con la passione e la voglia possiamo raggiungere i risultati prefissati nell’arco di un breve-medio termine. La dirigenza del Gruppo Stella Splendente e la famiglia Pipola hanno deciso di affidarmi il progetto tecnico generato dal loro connubio; questo per me è motivo di grande orgoglio e li ringrazio vivamente per la loro fiducia".

Altre notizie