Arriva in Basilicata il "Goalkeepers Tour"... ecco dove...
Il calcio italiano è sempre stato un punto di riferimento per l'intero movimento calcistico mondiale. Da sempre, il sogno di ogni calciatore è quello di calcare i campi del nostro paese e di giocare nel nostro campionato: non sarà il più bello, ma di certo resta di gran lunga il più difficile. Poi c'è la storia dei portieri: per anni la scuola italiana è stata giudicata all'unanimità la migliore in assoluta. Fino a quando è stata importata una strisciante cultura esterofila ad imporre estremi difensori stranieri, nella migliore delle ipotesi sudamericani o addirittura di paesi improbabili. Certo, qualcuno è riuscito ad affermarsi, ma sono molti quelli che invece hanno fallito. Ora c'è una scuola, la “Numero 1”, che si pone come obiettivo quello di creare i portieri del futuro, allevandoli sin da piccoli e cercando di capire la reale propensione al ruolo. Che non è affatto semplice, come ci spiega uno dei responsabili della scuola, Alessandro Pacifico: “E' sicuramente il ruolo più delicato all'interno della squadra. Il portiere è l'ultimo argine prima del gol, è sempre sotto la luce dei riflettori. E al di là dell'aspetto puramente tecnico, deve avere una caratteristica fondamentale".La "Numero Uno" approda nella nostra regione e precisamente a Ripacandida dove Venerdi' a partire dalle ore 15 partirà l'operazione "GoalKeepers Tour Basilicata".
Mister Pacifico terrà una lezione basic per i portieri pulcini,esordienti,giovanissimi e allievi presso il campo sportivo "San Donatello" di Ripacandida grazie alla collaborazione di Vito Brescia e Antonello Di Stefano che sono i riferimenti della "Numero Uno" in Lucania.
Ma ecco Pacifico a cui chiediamo...
Come nasce l'idea di creare una scuola calcio ad hoc per i portieri?
“Insieme ad Amedeo Petrazzuolo, ex portiere di Juve Stabia, Avellino e Benevento, abbiamo pensato di mettere le nostre conoscenze a disposizione dei bambini e dei ragazzi che intendono intraprendere questo ruolo. E così, cinque anni fa ormai, è nata Numero 1”.
Quale è il vostro obiettivo principale?
“Innanzitutto che i bambini imparino ad amare lo sport, il calcio e il ruolo di portiere in particolare. Ad un età ancora piccola c'è bisogno come prima cosa di divertirsi”.
Come siete organizzati?
“Ci serviamo della collaborazione di allenatori di portieri importanti, con una vasta esperienza alle spalle. Teniamo gli allenamenti presso oltre 30 scuole calcio che sono affiliate a noi”.
Il primo aspetto che curate di più in un giovane portiere?
"Ovviamente la coordinazione. E' fondamentale per tutti, per un portiere ancor di più. Cerchiamo di educarli sia dal punto di vista fisico che da quello tecnico e tattico”.
Il vostro fiore all'occhiello è senza ombra di dubbio Gianluigi Donnarumma.
“Poterlo allenare, e io l'ho fatto in prima persona, è stato un onore. É un ragazzo straordinario, sa stare in porta come un veterano e ha capito, sin da quando era piccolo, che il suo futuro era questo”.
Perchè portieri si nasce, non si diventa. Giusto?
“Esattamente. Noi possiamo indirizzare le doti tecniche e quelle fisiche, ma essere portieri è una qualità innata: o ce l'hai, o non ce l'hai”.
Come ti poni di fronte alla scelta di un portiere straniero o italiano?
“Il calcio di oggi è molto fisico. Nel recente passato le squadre italiano hanno “importato” dall'estero portieri che avevano caratteristiche fisiche importanti, altezza, robustezza, forza. Ma resto convinto che la tradizione italiana degli estremi difensori resti la migliore in assoluto. E noi speriamo in futuro di poterne lanciare altri”.
Come mai la Basilicata?
Ciclicamente organizziamo degli stage che servono a far conoscere la nostra filosofia e il nostro lavoro.Siamo ormai presente ovunque in Italia ma la Basilicata è una terra che mi ha sempre stuzzicato e grazie agli amici Antonello Di Stefano e Vito Brescia proveremo a mettere radici anche dalle vostre parti e a Ripacandida sarà di certo un bell'evento...un evento per numeri uno!


