Il ricordo di Catello Mari non muore mai.
Sono trascorsi nove anni da una Pasqua tristissima, tragico epilogo di ore di festeggiamenti per una conquista sportiva davvero grande. Era il 16 aprile del 2006, Pasqua da qualche ora: in un incidente d’auto sul raccordo di Castellammare, vola in cielo Catello Mari, il leone, capitano della Cavese di Campilongo che di sabato, superando il Sassuolo, aveva conquistato la promozione in C1 e tornava a casa, la sua adottiva Castellammmare. Mari idolo di Cava ma anche calciatore che aveva lasciato splendidi ricordi ovunque, alla Casertana in primis. Aveva iniziato a Eboli nella scuola calcio Pezzullo, poi il trasferimento nell’Agro al seguito di Papà Peppino grande Carabiniere: la Rocchese, quindi la Nocerina baby. Seguì tanta gavetta: Ebolitana, Capri, Turris e Casertana prima di trovare a Cava l’ambiente ideale e soprattutto Campilongo, l’allenatore ideale, che gli consegnò la guida della difesa. Catello aveva 28 anni quando lasciò questa terra. Nessuno l’ha dimenticato. Vive nei ricordi di chi gli vorrà bene per sempre.


