"L'Acchiappasogni"
“Una squadra è il riflesso del proprio allenatore: se lui l’allenerà amandola da impazzire, questa impazzirà per lui”. Questo il “mantra” di Nicola Ragno da Molfetta, allenatore e condottiero del Potenza targato Caiata. Colui che è stato chiamato ad allestire l’organico prima e a plasmare e forgiare la squadra a sua immagine e somiglianza poi. Fanatico del 4-2-4 e di un gioco costituito da un’elevata intensità, da rapide verticalizzazioni, repentini cambi di gioco e da una mentalità vincente, Ragno è sembrato subito l’uomo giusto per riportare il vecchio leone al vertice della catena alimentare. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti con i rossoblu tornati a crogiolarsi al sole nei lidi dorati dei professionisti dopo 8 anni di assenza da quel lontano 2010.
Dopo il passaggio di consegne in estate dal gruppo Ferrara a Caiata, il patron del leone rampante non ha avuto dubbi puntando tutto sull’ex tecnico del Bisceglie, fresco della promozione in C con i nerostellati e del doloroso esonero, mezzo stampa, da parte del presidente dei pugliesi Canonico. Nonostante il ritardo accumulato rispetto alle dirette concorrenti, Ragno ha fin da subito dimostrato di avere le idee chiare, allestendo sin dai primi momenti un organico che veniva descritto da tutti gli addetti ai lavori come uno dei favoriti al successo finale. Figuriamoci quando è stata applicata come guarnizione finale la ciliegina Carlos França.
Il tecnico rossoblu si è messo subito a lavoro sfruttando la scelta vincente da parte della società di effettuare la preparazione estiva nel capoluogo, che ha permesso ai tifosi di tastare con mano la preparazione, la sagacia tattica e l’autorevolezza del proprio trainer. Ragno ha da subito trasmesso i concetti essenziali della propria filosofia calcistica alla squadra, entrando nelle menti e nei cuori dei calciatori, gettando le basi di quella che sarebbe stata una chiara e ben definita identità. Sono vari i sistemi di gioco con i quali Esposito e compagni sono riusciti ad interpretare al meglio le partite, alternando il 3-5-2 al 4-2-4 con sprazzi di 3-4-1-2 e 4-2-3-1, anche se è emersa una leggera predilezione per il primo citato che ha garantito maggior equilibrio alla squadra.
Ecletticità tattica e certosino lavoro di preparazione che ha permesso alla truppa di mister Ragno di mutare a seconda delle esigenze e di innestare da subito la quinta marcia, inanellando una serie di sette successi consecutivi culminati con il 3-0 rifilato al Cerignola nel primo big match della stagione. Lo 0-0 di Aversa frena però l’inarrestabile marcia dei rossoblu che riprendono la loro corsa per poi interromperla bruscamente con una leggera flessione di risultati, con soli due punti racimolati in tre gare, complici i pareggi casalinghi contro Gravina e Nardò, intervallati dallo scivolone di Picerno. Calo che ha costretto il Potenza ad abbandonare momentaneamente il primo posto in favore dell’accoppiata Cavese-Altamura.
Momento cruciale della stagione dove è emersa però tutta l’esperienza e la capacità gestionale del tecnico di Molfetta, fan dell’equilibrio non solo sul rettangolo verde ma soprattutto fuori dal campo e guru della filosofia del “mattoncino”. Come un equilibrista Ragno si è divincolato alla perfezione negli articolati intrecci generati dalle pressioni di stampa e tifosi, senza soffrire di vertigini quando l’altura della vetta rischiava di dare alla testa e senza farsi prendere dall’ansia da prestazione quando bisognava rimboccarsi le maniche e risalire la china. Così il Potenza è tornato subito a rivestire i panni della prima della classe guardando tutti dall’alto e aumentando il gap con le dirette inseguitrici che ha permesso al gruppo rossoblu di tagliare il traguardo in solitaria.
Mattoncino dopo mattoncino Ragno ha costruito il successo finale innalzando una struttura calcistica diventata il fiore all’occhiello dell’intera quarta serie. Le fitte trame della tela tessuta dall’aracnide predatore hanno imbrigliato gli antagonisti del nuovo supereroe piovuto in città. Il perfezionismo e il preciso dosaggio di tutte le componenti in gioco hanno permesso all’alchimista del Potenza di centrare due campionati di serie D consecutivi. L’acchiappasogni rossoblù ha preso per mano i tifosi trascinandoli nella dimensione onirica del piacere, ma domani ci si renderà conto che il sogno è diventato realtà.


