L'urlo delLa Regina.
Chi mi conosce sa che rifuggo il vittimismo in ogni suo aspetto. Come dire non fa parte del mio carattere, quindi accetto la sconfitta i Taranto, anzi l’ho già digerita. Però mi consolo al ricordo di una coreografiaLucana che non teme concorrenza ne in questo campionato e nemmeno in quella superiore. Una festa di colori, di cori e di vaffa all’indirizzo dei tanti, troppi detrattori.
Rivolti a quelli che dicevano “Sta sqadra nun ten addu gì” e che oggi godono della sconfitta. Sono i soliti, i saccenti, i profeti, i docenti del calcio sono sempre gli stessi. Il loro unico desiderio è che non cambi nulla, che l’anonimato sia il comune divisore della città. Hanno avuto ragione questa volta, hanno tifato Taranto ma avrebbero tifato anche Cariatese o Vibonese non il Potenza, che dire? Ce ne faremo una ragione.
Lascia perplessi, tanto per usare un termine elegante, scegliere tale Guida da Salerno a dirigere Taranto-Potenza, stesso territorio del presidente del Taranto che è di Pagani, una opzione a dir poco infelice. Il fuorigioco fischiato in danno al Potenza è stata una invenzione geniale, ci sarebbe stato rigore, espulsione del portiere e dal momento che gli Jonici avevano esaurito le sostituzioni la vicenda si sarebbe potuta concludere in maniera che vi lascio immaginare. Sia chiaro, continuo a credere nelle buona fede degli arbitri, ma tanto per parafrasare Andreotti: pensare male è peccato ma spesso si azzecca.
Tralascio riflessioni sulla barriera posizionata in maniera approssimativa in occasione del gol di Marsili perché mi verrebbe il mal di mare, e mi piacerebbe concludere con una breve ma significativa considerazione: in tribuna Vip a Taranto sotto i miei occhi ho visto il trio Ferrara, Chiardia e Notaristefani, sembravano illustri sconosciuti, ognuno per conto suo, ognuno in un angolo diverso del settore. In una società che si rispetta almeno da quando calcio è calcio, si fa gruppo, si sta insieme nel bene e nel male, ci si scambia idee, opinioni, insomma ci si confronta, è il momento migliore per fare il punto della situazione, invece zero assoluto. E, sia chiaro qualunque frase di circostanza atta a “Normalizzare” l’ambiente non mi convince.
E’ guerra vera fra Ferrara e Notaristefani, senza esclusione di colpi. Non entro in merito a vicende che non mi competono, fatti loro, ma diventano nostri quando si mette in discussione la tranquillità di un sodalizio e di una squadra. Notaristefani sembra tranquillo, nel futuro prossimo sembra sia garantito da non si capisce bene quali nuovi soci e di quale parte del pianeta.
Papale, papale non mi interessa, sarebbe però opportuno attuare già da oggi, con e senza i play off, un minimo di programmazione in grado di rasserenare i tanti tifosi e in grado di guardare avanti con il piglio della squadra che qualsiasi campionato si appresta a disputare lo programmi con prospettive interessanti. Addirittura in caso di istruttoria della domanda di ripescaggio sarebbero già pronti i danari, non pochi per la verità, apprendiamo questo con soddisfazione, sicuri che si tratta di cosa seria, sicuri di un domani senza fibrillazioni, normale, eccitante, à bientôt.


