Decreto Dignità...il mondo del calcio sul piede di guerra...
Monta la polemica nel mondo del calcio, ed anche da parte delle televisione specializzate, per il Decreto Dignità approvato dal Consiglio dei ministri proposto dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, volta a regolamentare restrittivamente le pubblicità relative al gioco d’azzardo. Molte società di Serie A e Serie B e Serie C sono legati da contratti dei betting sponsor che apportano cifre significative all’interno dei bilanci societari. Il divieto si applicherà dalla data di entrata in vigore del decreto, a ” tutte le pubblicità, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, culturali o artistiche, trasmissioni televisive o radiofoniche, stampa quotidiana e periodica, pubblicazioni in genere, affissioni e internet; alle sponsorizzazioni e a tutte le forme di comunicazione.” Esclusi dal decreto sono i contratti in essere e lotterie nazionali a estrazione differita e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli.
L’agenzia specializzata Agipro ha espresso un proprio parere in merito: “il prodotto calcio aumenta o diminuisce di valore di pari passo con le prospettive pubblicitarie che può offrire. Se i centri media non potranno vendere spazi alle aziende del gioco legale, le grandi aziende televisive tenderanno a tagliare il budget programmato per l’acquisto dei diritti. Di conseguenza, il calcio si troverà a gestire un prodotto meno remunerativo.”
Infatti stando al World Football Report 2018 di Nielsen Sports si evidenzia che in dieci anni, tra il 2008 e il 2017, il totale degli investimenti riversati sui sei maggiori campionati europei di calcio da parte delle società di giochi e lotterie è stato pari a 633 milioni di dollari. Un decreto simile volto ad impedire alle aziende di questo settore di investire in promozione nel nostro Paese porterebbe svantaggi concorrenziali ai club italiani, dirottando all’estero i budget pubblicitari destinati alle nostre squadre.


