Mister Raffaele a La Nuova del Sud: "Quanto mi manca il campo"
Un leone in gabbia, così come la sua squadra e come tutti (o quasi) gli italiani in questo periodo che ci vede costretti a casa dall'emergenza coronavirus. Si tratta di mister Giuseppe Raffaele, tecnico del Potenza, che come gran parte degli italiani è rimasto chiuso nel suo appartamento a seguire le indicazioni dettate dal Governo e dal buon senso cercando di limitare i contatti con l'esterno.
Mister, come va questo periodo di quarantena?
"Siamo tutti a casa, io sono rimasto qui a Potenza e passo il tempo rivedendo qualche partita e studiando per farmi trovare pronto per la ripresa, mi piace lavorare non solo sul campo ma soprattutto fuori. Certo mi manca il campo e per uno come me abituato a stare sempre sul rettangolo verde è difficile".
Sei in contatto con i ragazzi? E' stato stabilito un programma di attività in questo periodo?
"E' un momento difficile perchè non sappiamo quando ci si potrà rivedere per gli allenamenti e per la ripresa del campionato e si fa grande fatica a strutturare un programma di allenamenti. Abbiamo provato a strutturare programmi individuali lavorando senza palla ma è difficile dato che i ragazzi non possono uscire e farlo a casa non è proprio il massimo".
Mister parliamo un po' di calcio, una stagione finora ottima per il Potenza che ha superato brillantemente anche un piccolo calo, risalendo presto la china.
"Parlare di calcio in questo momento è davvero difficile. A bocce ferme posso dirti che abbiamo fatto finora un grandissimo campionato e abbiamo raggiunto livelli di standard elevati e mi farebbe piacere continuare su questa strada. Lo stop è arrivato mentre eravamo in un ottimo momento dove eravamo usciti alla grande soprattutto caratterialmente dopo un momento un po' così e sono davvero soddisfatto della mia squadra e di questo gruppo. Reggina e Bari hanno un valore nettamente superiore, poi ci sono formazioni come Catanzaro, Catania, Termana e Teramo che erano partite con le migliori intenzioni ed attrezzate per fare bene, le outsider siamo noi ed il Monopoli. Non abbiamo nessun rammarico, più che noi mi sento di dire che il Monopoli può avere più rammarico avendo vinto contro la Reggina, faticato fino all'ultimo con il Rieti e perso contro la Sicula Leonzio a dimostrazione che in una stagione così non c'è prima e non c'è ultima".
L'interrogativo che si pongono tutti è sulla ripresa delle attività. Andando troppo in là nel tempo potrebbe crearsi un problema anche a livello contrattuale per i calciatori.
"Spero si arrivi ad una certa tranquillità e si chiuda la stagione, poi per i contratti dei giocatori si andrà sicuramente incontro e si valuteranno altri tempi per la nuova stagione, l'importante è che il campionato emetta dei verdetti"
Al di là che si riprenda tra due settimane o tra due mesi una cosa è certa, alla ripresa sarà un vero e proprio mini campionato, è un po' come ripartire da zero.
"Si, noi dobbiamo disputare ancora otto partite di campionato, gli altri gironi sono più indietro ed è un problema anche per la Serie A che deve giocare altre undici giornate"
Mister, uno sguardo al futuro.
"Ognuno di noi cerca di arrivare ai massimi livelli. Ora l'obiettivo è chiudere il campionato una volta che vada a scemare l'emergenza, non vedo l'ora che si torni a giocare, mi manca. Vogliamo chiudere il campionato nel migliore dei modi. L'importante ora però è riprenderci la nostra vita, in situazioni come queste comprendiamo che non siamo onnipotenti e capiamo i veri valori della vita che spesso diamo per scontati. Speriamo che il coronavirus faccia meno danni possibile e crei meno problemi, il calcio è importante per noi professionisti che ci lavoriamo ma lo è altrettanto per chi lo segue con passione. In questo momento però ci sono medici ed infermieri che rischiano la vita ogni giorno, come italiani dobbiamo cercare di essere solidali e cercare di fare ognuno la sua parte con la speranza che tutto passi presto e tornare alle nostre vite".


