La riforma Caiata.
Dopo aver tentato il colpo di coda con il tentativo di imporre solo promozioni dalla C alla B senza nessuna retrocessione, né ripescaggi di sorta, il fuoco incrociato cui è stato sottoposto il presidente Francesco Ghirelli ha fatto si che si tornasse indietro. Ghirelli ha riflettuto sul da farsi ed ha così lanciato una nuova proposta, dopo aver chiesto ‘scusa’ ai presidenti di lega B, Balata, e D, Sibilia. In pratica il numero uno del terzo campionato d’Italia, cavalcando l’idea di Gravina (presidente F.I.G.C.) vorrebbe utilizzare la mutualità della legge Melandri, destinata a tutte le società di C, per creare una sorta di fidejussione bancaria a garanzia di tutti i club che parteciperanno al prossimo campionato di terza serie. Orbene, a parte l’argomento etico con l’utilizzo di denaro pubblico per scopi privati, il maggior problema nascerebbe dal sottrarre fondi ai singoli club per bloccarli ed utilizzarli nel caso in cui qualche società saltasse. In questo modo la mutualità dei singoli club verrebbe meno. Un’idea che per passare necessiterebbe dell’ok dei 2/3 del Consiglio Federale ma anche dei pareri favorevoli di Co.Vi.Soc. e dell’ufficio legale della Federazione. Un percorso in salita di difficile applicazione.
LA RIFORMA CAIATA – La prossima settimana si terrà, in videoconferenza, il Consiglio Federale che con ogni probabilità rinvierà ufficialmente al Governo qualsiasi decisione sul prosieguo della stagione. Segnali in tal senso sono giunti nelle ultime ore da Gravina, dai presidenti delle leghe, da Damiano Tommasi per l’Assocalciatori e dallo stesso C.O.N.I. In quella sede con ogni probabilità si affronterà anche la proposta di riforma avanzata dal presidente del Potenza Caiata che abbiamo già ‘raccontato’ in un nostro precedente articolo. In sintesi Caiata propone la creazione di un secondo raggruppamento di serie B che andrebbe ad includere 18/20 squadre dell’attuale C, le restanti compagini della terza serie vorrebbero divise in tre gironi di una nuova C/dilettantistica sotto l’egida della L.N.D. I raggruppamenti sarebbero completati dalle 9 vincitrici dei campionati di D più altre 9 squadre scelte tra le migliori della quarta serie. Proposta che col passare del tempo sta raccogliendo pareri favorevoli in maniera trasversale ma che per diventare concreta ha bisogno di più tempo, nel senso che se dovesse passare al Consiglio Federale si potrà programmare solo dalla stagione 2021/22 fissando le regole.


