La lucidità di Sconcerti: "Società ko per due mesi di mancati incassi? Vuol dire che erano già in difficoltà"
Dal nostro modestissimo punto di vista, uno degli osservatori più lucidi di questo periodo così complicato dell'intero mondo calcio è il direttore Mario Sconcerti, che all'emittente tmwradio parla della crisi del movimento in caso di mancata ripartenza:
"Modello tedesco? Non sono più in tanti a sostenerlo, in Germania dopo pochi giorni di semi-libertà sono tornati su livelli di insicurezza. Oggi da noi siamo al nono-decimo giorno di parziale riaperture, tu hai un nuovo aumento dei contagi in Lombardia. C'è il vantaggio che il virus in questo momento ha perso forza, non sembra più così mortale. Ma se parliamo di possibilità di prenderlo o no, dico che oggi siamo sopra i 1200 contagi. Quando il Governo predica prudenza ha le sue ragioni. Non è possibile che due mesi di mancati incassi, in società che fatturano così tanti milioni, producano tutti questi danni, sopratutto quando non paghi gli stipendi. Vuol dire che la crisi era precedente ed era già molto grossa. Questa pesa molto di più sulle spalle dei mezzi di comunicazione, sull'indotto minore del calcio: lì si rischia veramente un tracollo. Considerare il calcio solo come le partite è un errore. Considerate la pubblicità gratuita che viene fatta dai vari media al calcio, i quali parlano tutti i giorni dello spettacolo: il calcio sarebbe totalmente un'altra cosa. Tantissime aziende che fanno calcio, se non incassano per 2-3 mesi, rasentano il fallimento".


