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"Allenamenti in gruppo verso il via libera", le ultime sul fronte ripartenzaTUTTOmercatoWEB
© foto di Stefano Di Bella
domenica 10 maggio 2020, 11:00Le notizie
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

"Allenamenti in gruppo verso il via libera", le ultime sul fronte ripartenza

"Allenamenti in gruppo verso il via libera", titola oggi Gazzetta dello Sport nell'analisi della situazione verso il ritorno in campo della serie A.

Oggi c’è la riunione del Comitato Tecnico Scientifico. In settimana vertice con Conte, assemblea di Lega e consiglio federale. Il governatore della Lombardia frena

"La questione calcio è all’ordine del giorno della riunione di oggi del Comitato Tecnico-Scientifico del governo. Ma l’orientamento resta quello emerso venerdì: via libera agli allenamenti collettivi con alcuni paletti da non oltrepassare. Un sì condizionato dunque, che però costituirà il passo avanti su cui si dovrà disegnare la road map verso la ripresa del campionato. Che però, nella settimana entrante, dovrà essere irrobustita da altri passaggi: il vertice Conte-calcio, l’assemblea della Lega di A, la giunta Coni con Spadafora, il consiglio federale della Figc. Insomma, il sentiero è meno stretto. E le squadre, seppure con percorsi diversi, stanno affrontando e programmando tutti gli esami previsti prima di arrivare alla fase del «ritiro permanente», la chiave del tracciato immaginato dalla Federcalcio e corretto in queste ore dal Cts.

Dpcm e linee guida

Il percorso formale è chiaro. Il parere del Cts sarà inviato al ministro della salute, Roberto Speranza, l’interlocutore governativo con cui si relazionano i 20 esperti della task force riunita quotidianamente presso la Protezione civile. Speranza lo condividerà con il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, che lo integrerà nelle linee guida relative appunto agli sport di squadra, e all’apertura dei centri sportivi. Prima, però, ci dovrà essere la copertura normativa del nuovo Dpcm in preparazione, quello che porterà l’Italia nella cosiddetta fase 3.

Il protocollo

La validazione del protocollo permetterà ai medici sociali di non avere più dubbi sulla serie di controlli e di esami preventivi per calciatori e membri dello staff prima della ripartenza effettiva degli allenamenti (ora siamo solo al lavoro individuale «facoltativo»). In settimana, partiranno tutti per allinearsi al via generalizzato del 18 maggio.

I paletti

Il parere del Cts ruoterà intorno ad alcuni punti fermi. Primo fra tutti il no al modello tedesco che non prevede l’automatismo giocatore positivo-messa in quarantena della squadra (ma ieri Dynamo Dresda-Hannover, serie B, prevista per domenica prossima, è stata rinviata per la positività di due giocatori della Dynamo, che andrà tutta in quarantena). Si dovrà, invece, osservare come tutti i cittadini il periodo di isolamento di due settimane. A quanto sembra, sarebbe stata invece superata un’altra prescrizione, quella di cominciare gli allenamenti dividendo i calciatori per piccoli gruppi. Esami e «gruppo squadra» blindato renderebbero questa precauzione superflua.

Fontana scettico

Nella giornata di ieri, come al solito, ci sono stati una serie di alti e bassi nella quotazione del titolo ripartenza. Alla notizia che ha risolto il giallo Milan, «tutti negativi», ha fatto da contraltare lo scetticismo del governatore lombardo Attilio Fontana, in controtendenza rispetto anche al suo partito, la Lega: «Mi sembra estremamente complesso che il campionato riparta. Hanno appena ricominciato gli allenamenti e hanno già trovato dei giocatori contagiati. Penso che varrebbe la pena anche per il calcio ricominciare più avanti, magari ad agosto, per finire il campionato».

Metà giugno

Il punto, però, è proprio questo. La speranza è che invece proprio un via a metà giugno, aiutato dalla variabile caldo, darebbe più garanzie rispetto alla prospettiva di rivedersi tutti a fine estate, in un momento in cui potrebbe essere più alto il rischio della percentuale di contagi. Come dire: se non si riparte ora, non si riparte più. In un mese, se il monitoraggio dei dati non presenterà sussulti e nuovi allarmi, si potrebbe cominciare a giocare (nel weekend 13-14 giugno).

Per ora no

C’è poi la variabile geografica. Non c’è una sola Italia, lo dice la mappa dei contagi che indurrebbe a prendere in considerazione l’idea di evitare di giocare nelle regioni più a rischio. Ma questa possibilità, che ha ricevuto diversi consensi nella politica, continua a essere vista con freddezza (per ora) dalla Lega di serie A. Che non vuole evidentemente aggiungere troppe variabili a un quadro che già ne contiene troppe. In effetti, dalla necessità di implementare la copertura assicurativa alle preoccupazioni dei calciatori e dei medici sociali, ci sono ancora molte cose da mettere a posto. La prossima settimana sarà determinante anche perché l’esito degli esami cardio-vascolari e polmonari prescritti (su questo il protocollo confermerà gli obblighi dalla Fmsi) dovrà escludere qualsiasi controindicazione sulla ripresa dell’attività sportiva di chi ha avuto il virus.

Conte e calcio

In settimana ci sarà anche l’incontro del mondo del calcio e dello sport con il premier Conte e il ministro Spadafora. Ripartire in serie A significa provare a farlo magari più in là con la B, ma anche evitare che lo stop della Lega Pro (su cui però l’ultima parola spetta al consiglio federale) abbia effetti devastanti sulla mutualità. Senza dimenticare il rischio di una moria di società dilettantistiche già denunciato da Cosimo Sibilia, leader della Lnd. Anche se tutto questo mondo dell’attività giovanile e dilettantistica, tornerà a giocare inevitabilmente a settembre. Insomma, su questo è probabile che il premier insista, quella della serie A dovrà essere comunque una ripartenza utile a tutto il sistema.