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"Ripresa, avanti piano, protocolli da rifare, squadre in ritiri blindati", ripartenza si-ripartenza no, le ultimeTUTTOmercatoWEB
© foto di Giacomo Morini
martedì 12 maggio 2020, 11:00Le notizie
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

"Ripresa, avanti piano, protocolli da rifare, squadre in ritiri blindati", ripartenza si-ripartenza no, le ultime

"Ripresa, avanti piano, protocolli da rifare, squadre in ritiri blindati", scrive oggi Gazzetta dello Sport nelle pagine interne.

"Il sospirato via libera è arrivato. Da lunedì 18 maggio si potrà ricominciare con partitelle, schemi, contrasti. Il pallone torna a rimbalzare. Ma attenzione, la possibilità degli allenamenti collettivi per il calcio dovrà rispettare le stringenti indicazioni firmate dal Comitato tecnico-scientifico e battezzate dal ministro della salute, Roberto Speranza, e da quello dello sport, Vincenzo Spadafora. Nel comunicato con cui i due annunciano la fumata bianca, è sottolineata in rosso una parola: prudenza. Per ora, si va avanti con gli allenamenti. Per entrare nella terra promessa delle partite, sarà necessario un altro punto della situazione: lo faranno gli scienziati, lo farà il governo, ma lo farà pure il calcio. C’è sempre uno «Zoncolan» da scalare, parole di qualche giorno fa di Damiano Tommasi, ma almeno la tappa, meglio dire il tappone, è cominciato. E ha cominciato a «pedalare», ieri al Tg1, lo stesso Spadafora: «Avremo bisogno almeno di un’altra settimana per vedere la curva dei contagi e poi poter decidere sul campionato».

«Lacunosa»

Nella strada verso la ripresa agonistica, comunque, non c’è un solo colle. Oltre all’obbligo di quarantena, nasce il dubbio su cosa accadrà dopo la prima fase, quella del ritiro chiuso a chiave, che gli scienziati hanno approvato. Dopo essere stati severissimi nel giudicare il protocollo nella forma originale, quello della commissione medica Figc: «La documentazione è largamente lacunosa e imperfetta, non si sono avuti riscontri adeguati ai rilievi sollevati». Rilievi che però la Figc non avrebbe ricevuto. In ogni caso, ci si metterà subito al lavoro per la riscrittura. L’obiettivo è concludere già oggi. Poi ci sarà il passaggio decisivo: i club dovrebbero convocare i calciatori ufficialmente, superando la fase degli allenamenti «facoltativi».

«Non ostativo»

Spadafora ha deciso di raccogliere tutte le indicazioni degli scienziati senza se e senza ma, autorizzando la ripresa degli allenamenti ma con il rispetto delle regole. La pagina di indicazioni ha così cambiato veste, dal «parere» è diventato obbligo per le autorità sportive. Tuttavia nella pagella degli scienziati ci sono anche dei passaggi in qualche modo incoraggianti. Si dice che il Cts «prende atto che gli allenamenti di gruppo sono parte imprescindibile del percorso relativo alle attività agonistiche». E ancora: «Atteso che il gioco del calcio, prevedendo contatto fisico, è un’attività intrinsecamente connotata da un elevato rischio di diffusione di contagio e che tutte le sopra indicate considerazioni vengano rispettate in maniera puntuale, il Cts ritiene di esprimere un parere tecnico non ostativo alla strategia ipotizzata dalla Figc». Insomma, la porta non è chiusa e ci sono le possibilità per aprirla di più. In questo senso, bisognerà vedere anche che cosa succederà nel vertice del calcio con il premier Conte.

Tocca al calcio

Ma prima bisognerà anche capire cosa diranno i protagonisti della ripartenza. Ieri, i calciatori si sono riuniti ma non sono tornati ufficialmente sull’argomento ripartenza. Non è un mistero che ci sia una maggioranza per il sì, ma anche diverse perplessità. Un po’ la stessa situazione dei club, che fra oggi e domani vivranno una due giorni imperniata sulla lite con i broadcaster per la rata della discordia dei diritti tv, ma che inevitabilmente dovrà fare i conti con la scelta del governo. Poi gli allenatori e gli arbitri. E soprattutto i medici sociali, che il Cts ha investito della responsabilità per la gestione del gruppo.

Aiutino Uefa?

Insomma, quella di ieri è una spinta tutta da organizzare verso la ripartenza. A cui potrebbe contribuire anche quanto sta succedendo all’estero nella direzione di ricominciare a giocare: dopo la Bundesliga la Premier League, dopo la Merkel anche Johnson. Ma il completamento del «tappone» italiano potrebbe anche essere aiutato da una nuova disponibilità dell’Uefa, che potrebbe accettare una conclusione oltre il 2 agosto. Un «aiutino» che sarebbe molto prezioso.