Tamponi ripetuti, ritiri e limiti agli allenamenti: tutti i punti dell'attuale protocollo
In attesa di conoscere le nuove disposizioni del protocollo sanitario che dovrà venir fuori dal confronto tra FIGC, CTS e i ministeri interessati, ecco le regole attuali per la ripresa degli allenamenti collettivi.
GRUPPO SQUADRA:
Come da protocollo Figc, il primo passo per i club in vista del ritorno agli allenamenti collettivi è l’individuazione del «gruppo squadra» attraverso i test medici. Del gruppo fanno parte giocatori, allenatori, massaggiatori, fisioterapisti e altri componenti dello staff che lavoreranno a stretto contatto da lunedì. Tutti, 72-96 ore prima degli allenamenti, devono essere sottoposti a visita clinica più tamponi Covid e test sierologici. Chi è positivo viene allontanato dal gruppo; giocatori e tecnici che hanno avuto il virus faranno test aggiuntivi. Il tampone dovrà essere ripetuto dopo 24 ore. Test sierologici e tamponi si ripeteranno su tutto il gruppo dopo 7-8 giorni di allenamenti. I tamponi sono a spese dei club.
IL NODO REAGENTI IN LOMBARDIA:
Il problema della reperibilità dei reagenti per i tamponi, soprattutto in Lombardia, c’è. I club si stanno attrezzando e oggi iniziano gli esami. Lo farà l’Inter, che non è riuscita a fare il test a Conte prima del ritorno ad Appiano con gli allenamenti individuali. Esami oggi anche per Lecce, Torino e Napoli. Il Bologna dovrebbe fare tutto tra domenica e lunedì mattina (il 18 test anche per il Cagliari); la Lazio fa test e tamponi ogni 4-5 giorni, i prossimi domani; a Udine arriveranno domani i risultati dei primi test, poi si procederà alla ripetizione degli esami; il Brescia li ha già fatti e aspetta le indicazioni per ripeterli; il Verona è ancora al palo. Intanto la Samp fa sapere che i 4 positivi della scorsa settimana, dopo due tamponi ravvicinati,
sono al momento negativi.
AI MEDICI SOCIALI IL CONTROLLO DI TUTTI
I responsabili medici dei club hanno il compito di monitorare il gruppo durante il ritiro, con il controllo giornaliero della temperatura e degli altri sintomi, e di dare indicazioni sui comportamenti da adottare. Il protocollo Figc prevede anche che le misure della quarantena volontaria di due settimane devono essere rispettate «stringentemente» sotto la responsabilità del medico del club. È il passaggio che preoccupa gli staff sanitari della A: ai medici viene riconosciuta una sorta di responsabilità illimitata, senza scudo in caso di positività di un componente del gruppo squadra. Intanto la Figc ha creato un pool della Procura federale che avrà il compito di verificare il rispetto delle indicazioni dei protocolli sanitari durante gli allenamenti.
PER 14 GIORNI TUTTI IN CLAUSURA
Le indicazioni contenute nel protocollo Figc riguardano le prime due settimane di allenamento in gruppo chiuso, con possibile estensione alla terza. Le squadre, cioè, devono creare attorno a sé una bolla per provare ad allontanare i rischi del contagio. Come? Restando in «quarantena volontaria». Tra le società che possono chiudere giocatori e staff al completo dentro i centri sportivi ci sono Juve, Milan, Lazio, Roma, Atalanta, Parma e Cagliari. Alcune utilizzerebbero centri sportivi e hotel riservati insieme, altre solo hotel. Dopo il periodo già previsto, la quarantena potrebbe essere allentata con nuove linee guida per le altre settimane di allenamento e per la ripresa del campionato.
SOLO DOPO 7 GIORNI SCHEMI e PARTITE
Gli allenamenti nei primi 14 giorni sono divisi in 2 fasi: nella prima si continua col lavoro individuale e si inizia con la tecnica individuale e di gruppo, con 7-8 giocatori. Allenatore e staff devono avere mascherina e guanti e tenere una distanza minima di 2 metri l’uno dall’altro; sarà limitata la palestra e
anche qui si lavorerà a 2 metri di distanza. La seconda fase, dopo l’esito positivo dei tamponi-test sierologici di controllo dopo una settimana di allenamenti, prevede che si intensifichi il lavoro tecnico: si provano gli schemi e si fanno le partitelle. A questo punto niente mascherine e guanti per allenatori e staff. Negli spogliatoi distanza di almeno 2 metri tra i giocatori: il protocollo dice che le docce si devono fare nelle camere del centro sportivo o in hotel.


