L'Angolo dei Tifosi, Reggina crisi profonda, torna Toscano: le vostre mail
La Reggina perde anche contro l'Alessandria e precipita nel baratro
Paga Aglietti per tutti e per la panchina ora c'è Toscano: cosa ne pensate del momento della squadra e soprattutto del futuro?
Scrivete alla mail tuttoreggina@libero.it per L'ANGOLO DEI TIFOSI.
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Caro Direttore,
è prematuro fare delle considerazioni sul "nuovo" allenatore, si potrebbe essere smentiti in un caso o nell'altro. Senza contare poi che per il bene della Reggina bisogna accantonare le critiche anche quando non siamo stati invitati al convivio. Si dice che la notte porti consiglio, spero che un anno d'inattività porti al Signor Toscano le giuste idee per far svolgere agli amaranto un campionato in piena ed assoluta tranquillità.
Grazie per l'ospitalità.
Cordiali Saluti
Giapeto da Lodi
Gentile Redazione,
ho letto con attenzione le vostre analisi ,in risposta ai lettori ,nel merito della situazione attuale della Reggina. Alcune affermazioni o esternazioni, tuttavia, impongono una mia riflessione e un dubbio.
Mi spiego.
Concordo pienamente sul fatto che nel corso di una conferenza stampa certe affermazioni e la veemenza che le ha accompagnate, non devono mai superare lo stile pertinente al ruolo e collocazione di chiunque. Nessuna eccezione. D'altro canto, ho rilevato in alcune vostre risposte un'enfasi la quale, per modi e toni, rischia al contempo di scadere nello stile che stiamo condannando. Esprimo solidarietà, ma non condivido gli "urli subdoli" ed "esternazioni" piazzate qua e là, scaturite anche esse da un sfogo. Un giornalista non deve sfogarsi secondo me. Dovrebbe, mi permetto di dire, esprimere un concetto analitico seriamente critico e non delatorio.
Le considerazioni anche quelle tra le righe, possono andar bene in un editoriale ma da Montanelli in su, e mi perdonerete il confronto. Mi sono sempre piaciute alcune vostre analisi e dibattiti onesti. Vorrei leggere qualcosa di serio, se possibile. Non condivido elucubrazioni autoinnescanti.
Perdonate il mio giudizio, severo, ma ne sento il dovere, del tutto personale e benevolo.
Con stima
Giuseppe
LA REDAZIONE RISPONDE: Giuseppe, quando una critica è espressa in maniera educata è sempre ben accetta. Allo stesso tempo, in generale, non dobbiamo per forza additare la malafede del giornalista che critica. Se, esempio, la gestione del patron Gallo ci appare sbagliata, lo diciamo, ma non per questo bisogna pensare che c'è della malafede o dell'invidia verso Gallo. Poi, se Lei vuol scendere nel dettaglio di "elucubrazioni autoinnescanti" saremo ben felici di confrontarci.
Caro Direttore,
mi scusi se spesso non sono d'accordo con il suo pensiero ed in questo caso anche con quello di alcuni amici tifosi reggini, ma fremo quando sento o leggo analisi che omettano parti importanti la cui citazione farebbe crollare le tesi esposte o si enfatizzano situazioni mai esistite.
Un po' di memoria bisogna averla. Come si fa a non ricordare gli attacchi feroci, giusti o sbagliati che fossero, del Signor Praticò contro alcuni giornalisti ? Come si fa a non ricordare le accese conferenze stampa del Signor Foti?
Oggi si esalta l'opera del Signor Foti, addirittura di "Zio Lillo".
Come si fa a non ricordare quando a Reggio si denigrava la figura del Presidente dicendo "Foti si apri i negozi chi sordi da Reggina.".
Come si fa a non ricordare quando un giornalista di cui non faccio il nome diceva ogni anno ed ogni settimana in una trasmissione di Telereggio "L'organico è inadeguato" ed esaltava l'allenatore di turno per sminuire il Presidente ?
Come si fa a non ricordare quando un giornalista di cui non faccio il nome, l'anno della penalizzazione degli undici punti, affermò che il merito della salvezza fosse stato solo del Signor Mazzarri mentre diceva che il Presidente Foti avesse ormai abbandonato?
Come se gli allenatori nascessero sugli alberi e non fossero espressione dei Presidenti.
Come si fa a non ricordare quando lo stesso giornalista, poi, scriveva e diceva le peggiori maldicenze sui Praticò ed esaltava, convertendosi, la figura del Signor Foti prima criticato ?
Come si fa a non ricordare quando a Reggio si diceva che la Reggina di Foti e di Martino non aveva un progetto tecnico ? Quante dicerie su Martino ? Innanzitutto cos'è un progetto tecnico ? Chi ha il compito di farlo ? Ogni società oltre ad avere un progetto economico/finanziario ha anche un progetto tecnico. Il quale può essere accompagnato con diversi attributi. Può essere ambizioso o contenuto. Può essere valido o sbagliato. Può riuscire o fallire. Ma dire che una società di calcio non ha un progetto è una baggianata. L'elenco è lungo.
Seguo la Reggina dal 1955 e ne ho sentito di tutti i colori. Dal secondo dopoguerra in poi tutti i Presidenti della Reggina sono stati esaltati per poi essere messi alla berlina. Chi si vendeva le partite perché non voleva andare in serie B. Chi si costruiva i palazzi a Messina con i soldi della Reggina. Le fantasie di alcuni che diventavano le verità degli altri sono stati sempre presenti tra il fantasioso e credulone popolo reggino.
La buonanima del Cavaliere Amedeo Matacena diceva che il tifoso reggino è come un mantice, quando tutto va bene si gonfia, quando le cose vanno male si sgonfia. Dopo quasi cinquant'anni la storia si ripete.
Caro Direttore su una cosa sono d'accordo con Lei. Questa nostra, è proprio una città molto curiosa ed aggiungo strana.
Cordiali Saluti
Giapeto da Lodi
LA REDAZIONE RISPONDE: Il punto della situazione è solo uno: a nostro avviso i toni della conferenza stampa di Gallo sono sbagliati. E non mi pare che Praticò o Foti abbiano "minacciato" botte in fronte o detto idioti, scemi, cretini ad un giornalista. Stiamo solo dicendo che se ringraziamo all'infinito Gallo per il pagamento degli stipendi nel 2019 o per la B, magari parlando di fare statue o altro, allora Granillo, Benedetto e Foti, che hanno conquistato la B, andrebbero almeno beatificati, e Praticò andrebbe ringraziato a vita perché la Reggina è partita dalla D e ha "acquistato" la C. La coerenza non è per forza prerogativa del tifoso, ma un minimo non guasterebbe.
Immaginavo che l’inizio positivo potesse incontrare qualche ostacolo e che i valori delle squadre dell’attuale campionato si sarebbero viste dopo almeno dieci turni. Mai avrei immaginato una situazione così disastrosa. A me, vecchio tifoso, è tornato alla memoria il campionato 1982-83 quando, dopo aver raggiunto il secondo posto, abbiamo cominciato a perdere punti su punti (l’allora allenatore, Franco Scoglio, si dimise improvvisamente in febbraio quando era già iniziata la discesa ) e si finì per retrocedere. Unico a combattere fino alla fine, se ben ricordo, Sciannimanico. Tutti gli scongiuri sono benvenuti. Certo, molte domande rimarranno senza risposta. Perché una trasformazione così dopo l’intervallo con la Cremonese? Ho già avuto modo di scrivervi che il copione che abbiamo visto recitare da allora sembra preso pari pari da quanto descritto anni fa da un addetto ai lavori: la squadra che vuole silurare l’allenatore comincia a perdere fino a quando prende una sonora sconfitta casalinga da parte di una squadra modesta. Non occorre che tutti i componenti siano d’accordo, bastano alcuni elementi per ottenere lo scopo. Avete notato l’espressione di Aglietti nelle ultime partite? A me sembrava rassegnato, non dava più indicazioni se non ai cambi. A me dispiace moltissimo per lui, che ritengo una persona seria e competente. Non presumo che questa sia la verità. So che voi non siete d’accordo con questa interpretazione. Mi rimangono altre domande senza risposta. Perché cedere Corazza, ritenuto forse non adatto alla serie B? Perché Charpentier, quando aveva risolto i problemi fisici, anche se leggo di un nuovo infortunio muscolare? E Folorunsho? Si sono fatti i salti mortali per Rivas, giustamente, ma quest’anno non è all’altezza, almeno finora. Un po’ di sfortuna in questo per chi si è battuto per averlo. Quale ruolo può avere avuto la posizione di Menz o quella di Micai, fuori dalla partita di Pisa? Leggo numerosi commenti sulla conferenza stampa del presidente Gallo. Credo che abbia ecceduto. Forse dovrebbe avere un po’ di diplomazia. Comunque, offendere non è mai una cosa da approvare, soprattutto da parte di chi ha un ruolo di rilievo. Credo che abbia fatto bene, comunque, a sottolineare che avrebbe voluto cambiare tutta la squadra. Uno strappo importante è avvenuto con la tifoseria. Ritengo che i tifosi o anche i semplici simpatizzanti siano un patrimonio per le squadre di calcio e vadano rispettati con comportamenti da professionisti. Spero che i tempi migliorino.
Cari saluti a tutti e ancora Forza Reggina.
Antonino da Padova
LA REDAZIONE RISPONDE: Antonino, le diciamo la verità: cosa è successo alla Reggina non lo sappiamo. Sono sotto gli occhi di tutti le prestazioni e i risultati. Continuiamo a dire che la squadra non è da playout o da retrocessione, ma da classifica tranquilla. Non siamo tra quelli che dicono che i calciatori non giocano perché non pagati o che hanno voluto fare la "vacca". Certamente di errori ne sono stati fatti a tutti i livelli, ma neanche ci sentiamo di gettare la croce al ds, che ha cercato di fare con un budget non elevatissimo (sopratutto se si voleva la A). L'errore da non fare ora è trovare i capri espiatori: non ha senso attaccare Menez, Taibi, Rivas, i giornalisti o altri.
Buonasera, è molto tempo che non scrivo sulla Vs chat. Premetto che non ho nessun interesse di parte e tantomeno ingaggiato dall’interessato di turno che puntualmente pur di screditare la società Reggina 1914 butta fango. Vi pregherei di pubblicare la presente. Sono giorni che assisto ad uno scempio mediatico ( organizzato ) nei confronti del Presidente Luca Gallo, il quale non fa altro che difendere gli interessi della Reggina ed i propri( ci mancherebbe altro ), dato che è solo Lui ad uscire la frasca (moneta) per intendere. Forse qualcuno di corta memoria non ricorda che nel dicembre del 2018 la Reggina stava scomparendo per l’ennesima volta, e non mi pare che si sia presentato l’imprenditore da Voi tanto decantato ( dato che insistete nel dire che Gallo deve lasciare), che abbia scucito i soldi per evitare tale fallimento. Per cui in un momento così particolare per i colori amaranto in un momento di crisi tecnica, non andava attaccato il Presidente mettendo in giro solo falsità fatte a posta per destabilizzare l’ambiente. Per tanto la sfuriata di Gallo è stata più che legittima e non è vero che se l’è presa con i giornalisti additandoli di essere loro i fautori di tale crisi, ha ammesso le responsabilità di tecnico e soprattutto dei calciatori, dato che sono loro che scendono in campo.
Ettore da Milazzo
LA REDAZIONE RISPONDE: Ettore, non siamo d'accordo sullo scempio mediatico organizzato. Di certo, visto che velatamente ci accusa di farne parte, noi non facciamo parte di combriccole o altro (non partecipiamo a programmi tv da anni, come ha avuto modo di notare). Noi diciamo solo di non Glorificare nessuno, perché lo stesso Gallo gestisce la Reggina per piacere e per cercare di fare impresa: cosa non è chiaro di questo discorso? E' altrettanto banale sottolineare che nel dicembre 2018 o dopo, ci sarebbe stato un altro presidente a gestire la Reggina, magari in Eccellenza o in Promozione, ma la Reggina ci sarebbe stata. Sulle "falsità" messe in giro, perché per forza di cose sminuire la professionalità di chi parla o scrive? Se noi, categoria, abbiamo una notizia, è giusta darla, fa parte della democrazia. Voi liberi di crederci o meno, ma la Stampa Libera deve svolgere il suo ruolo, nel bene e nel male.


