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L'angolo dei Tifosi, Reggina, tra campo e mancati pagamenti: le vostre mailTUTTOmercatoWEB
© foto di Andrea Rosito
venerdì 18 febbraio 2022, 14:30L'angolo dei Tifosi
di Redazione Tuttoreggina
per Tuttoreggina.com

L'angolo dei Tifosi, Reggina, tra campo e mancati pagamenti: le vostre mail

La Reggina batte anche la SPAL e conquista tre punti vitali nella rincorsa alla permanenza.

La squadra di Stellone può guardare con fiducia sulla strada della salvezza in B.

Che ne pensate della prova degli amaranto e delle prossime gare? Dite la vostra alla mail tuttoreggina@libero.it

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Buongiorno redazione,

Il Sig. Iriti che rappresenta la Reggina sostiene che non si tratta di un problema economico ma giuridico e non creda abbia senso mentire. Essendo in rianimazione in pericolo di vita, mi sembra superfluo capire come mai non sia stato fatto. E poteva solo farlo o indicare a terzi di farlo l'amministratore unico della società.
Sul fatto che si sapeva da 6 mesi e che non bisognava attendere proprio l' ultimo minuto mi sembra normale che in un periodo di estrema difficoltà si attenda ultimo istante a farlo; sarebbe bello avere una statistica sul giorno del bonifico fatto da tutte le società. Scommetterei, ma vincerei facile, che avranno fatto TUTTE o quasi tutte fatto il bonifico tra lunedi e martedì. I giorni in cui il Presidente era OGGETTIVAMENTE IMPOSSIBILITATO A FARLO. Quanti presidenti o amministratori delle altre squadre erano in terapia intensiva o in prognosi riservata proprio in quei giorni?

Saluti e Forza Reggina!

Salvo

LA REDAZIONE RISPONDE: Il problema in cui giriamo attorno è solo uno: gli stipendi sono stati pagati, perché subito dopo non sono stati pagati i versamenti previdenziali. Non prendiamoci in giro e non facciamoci prendere in giro: viva la Reggina, ma i dirigenti della stessa non devono trattarci da essere senza cervello.

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Caro Direttore,

non è mancanza di rispetto richiamarla per atteggiamenti ritenuti, a torto o a ragione, non consoni al buon rapporto lettore/giornalista. Premesso ciò, Lei come al solito in alcune sue risposte va fuori tema non riuscendo a focalizzare il vero contenuto di un'e-mail o addirittura si abbandona ad interpretazioni fantasiose. Quanto da me riportato è frutto di studi e non certo di impressioni, per cui non ho espresso alcun giudizio sul giornalismo e i suoi attori. Semmai, Lei si è scagliato  contro quei suoi colleghi che hanno osato sostenere la Società amaranto. Il Signor Marco non ha raccontato alcun fatto, anzi, partendo da notizie giornalistiche ha lanciato l'onesta, commovente e rispettabile idea di far indire una sottoscrizione a favore della sua squadra del cuore, mentre Lei,  scandalizzato dalla  sincera iniziativa del suo lettore, ha esclamato: "Ma quale sottoscrizione!", quando invece avrebbe dovuto esprimere la sua contrarietà con tono più pacato. Le do io qualche informazione. A Reggio Calabria sono state già lanciate due sottoscrizioni a favore della Reggina, una negli anni settanta dal Cavaliere Amadeo Matacena, allora Presidente della società, i famosi "pagherò",  perché la Società era in difficoltà economiche, l'altra  dal Sindaco pro-tempore Mallamo in occasione del fallimento della A.S. Reggina per il salvataggio del titolo sportivo. 

Nessuno allora si "solleticò" per quelle iniziative.

Cordiali Saluti

Giapeto da Lodi

LA REDAZIONE RISPONDE: Lei studia, noi no: questa è la sua forma mentis verso il normale dialogo tra stampa e lettore. La sottoscrizione, come Lei ha avuto modo di imparare, la si utilizza in momento drammatici, quando il fallimento economico è dietro l'angolo. Sarebbe incredibile che un club di B chiedesse aiuto ai propri tifosi per pagare gli stipendi. I tifosi danno una grossa mano già con biglietti, abbonamenti allo stadio e alle tv, devono ulteriormente caricarsi di oneri per salvare le società altrui?

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Infinitamente grato al presidente Gallo per quello che ha fatto per la sua/mia/nostra Reggina.

Presidente si rimetta presto, noi e la Reggina abbiamo bisogno di Lei.

Detto questo, sottolineato opportunamente in grassetto, e soprattutto fatti i sinceri auguri al Presidente di ritrovarlo presto tra noi, che è poi la cosa di gran lunga più importante, passiamo alle cose assai meno importanti, direi residuali: il mancato rispetto della scadenza federale per saldare gli adempimenti fiscali e contributivi.

Sul punto mi permetto di dissentire dall’avvocato Iriti: a meno che non vi siano stati impedimenti economici oggettivi (movimentazioni bancarie che rendevano disponibile la cifra utile per il saldo degli adempimenti fiscali solo a partire dal 16 febbraio) non possiamo escludere – e purtroppo lo faranno anche gli Organi federali pressati anche dalle altre squadre che, a vario titolo, trarrebbero vantaggio dagli almeno due punti di penalizzazione (e per fortuna di solito sono solo due) che sarebbero inflitti alla Reggina – che nella vicenda è un po’ mancata la diligenza del buon padre di famiglia che riveste un ruolo giuridico di criterio oggettivo, generale e astratto di valutazione di un comportamento.

Un metro di valutazione di una condotta.

Diligenza del buon padre di famiglia come canone di lealtà, impegno e rigore nei comportamenti che avrebbero ripercussioni sui miei figli, come la splendida figlia Reggina calcio 1914.

Diligente come il buon padre di famiglia è chi esegue la prestazione cui è obbligato per contratto o per vicende di altra natura, con il livello di rigore, impegno, correttezza, cura, che si possa pretendere e attribuire a un uomo anche non eccezionale (come lo è il nostro Presidente) ma semplicemente medio. Un livello, dunque, di diligenza non straordinario ed eccezionale bensì di medio livello, proprio di un uomo normale. 

Il buon padre di famiglia può definirsi, dunque, come un canone di riferimento oggettivo, avente funzione di misurazione della qualità di condotta assunta dall’uomo medio normale, nell’ambito dei rapporti di natura contrattuale o di altra differente natura.

Diligenza del buon padre di famiglia che troviamo nell’istituto della “Tutela del minore” (e la Reggina è una figlia bellissima ma astratta che può essere paragonata al minore, perché priva di capacità giuridica, delegata ai suoi tutori: nel caso delle squadre di calcio ai suoi presidenti) nel quale il diligente padre di famiglia deve improntare una condotta finalizzata alla piena e fedele realizzazione degli interessi del minore.

Se mio figlio ha necessità di un farmaco salvavita – senza il quale rischia grosso – e la farmacia non molto distante dalla mia abitazione presso la quale potrei approvvigionarmi del farmaco chiude sabato alle 20, il mio comportamento potrebbe essere assimilato a quello diligente del buon padre di famiglia se uscissi da casa alle 19,50 con la certezza che tanto farei in tempo perché la farmacia chiude alle 20 e fino alle 19,59 potrei comunque acquistare il farmaco salvavita ?  

E se poi per qualsiasi motivo – un incidente banale o meno ovviamente non previsto ma sempre possibile – capisco che per le 20 non riesco a guadagnare l’entrata in farmacia per il farmaco salvavita di mio figlio, ho il diritto, giuridico intendo, di telefonare al farmacista chiedendogli di prolungare la chiusura per affrancarmi dall’incidente, ovviamente non previsto ma sempre possibile, che non mi ha consentito di arrivare in farmacia entro la chiusura ?

Allo stesso modo, se mio figlio mi chiede di andare a spedire la domanda per un concorso a cui tiene tanto (e la cui uscita del bando aspettava da tanto), e la cui scadenza per la spedizione della domanda che deve avvenire esclusivamente via posta, scade oggi, sarei un buon padre di famiglia se uscissi di casa alle 17,40 con la consapevolezza che tanto gli uffici postali chiudono alle 18 ?

E nel caso non riuscissi ad arrivare in tempo alla posta anche a causa di un incidente serio potrei utilmente invocare al Ministero che ha bandito il concorso una riapertura della scadenza per cause oggettive (l’incidente, anche serio, occorsomi che nell’ultimo giorno di scadenza mi ha impedito di arrivare in tempo agli uffici postali) ?

E se anche la domanda fosse on line ed il sito si chiudesse alle 20 potrei allo stesso modo invocare un problema di connessione o un grave incidente domestico che mi ha impedito, dal momento in cui ho effettuato il collegamento avvenuto all’interno dell’intervallo temporale della scadenza, per esempio alle 19,50) la riapertura dei termini di scadenza per causa di forza maggiore ?

Insomma è prudente quanto basti chi aspetta l’ultimo momento per effettuare un’operazione comunque importante per il suo tutelato e che avrebbe potuto fare prima o forse accetta il rischio che tale condotta, in termini rigorosamente temporali decisamente un po’ azzardata, possa provocargli un qualche pregiudizio ?

Una sorta di imperizia eventuale (lontana parente del più grave dolo eventuale che ovviamente nel caso specifico non sembra ricorrere) quando l’evento è preso in considerazione solo come eventualità, e non come fine diretto.

Il soggetto, cioè, accetta il rischio che l’evento possa verificarsi anche augurandosi con tutte le proprie forze che non si verifichi.

Insomma la vexata quaestio si muove tutta all’interno del piano della prudenza, della saggezza, della diligenza del buon padre di famiglia, o anche della buona mamma di famiglia diremmo giustamente oggi facendo giustamente dispetto ai nostri antichi saggi e maschilisti avi romani che hanno coniato il concetto già nel Corpus iuris civilis o Corpus iuris Istinianeum dal nome dell’imperatore bizantino Giustiniano I, detto il Grande, che parlava già, appunto, di diligentia diligentis patris familiae rimarcando, pleonasticamente ma anche volutamente per darne una sottolineatura più pregnante, il sostantivo centrale della diligenza per ben due volte: diligenza del padre di famiglia diligente.     

Insomma caro avvocato Iriti, vorrei avere come Lei l’ottimismo che la porta a ritenere che l’invocata riapertura dei termini di scadenza, da parte degli Organi federali, possa essere accordata.

In verità, ho difficoltà nel caso specifico a nutrire quella che è la mia natura di incallito inguaribile ottimista perché troppe le considerazioni giuridiche oggettive che remano contro: le altre squadre (tutte, purtroppo per noi) che hanno onorato gli impegni e che hanno interesse che vanga sanzionato chi, quegli impegni non li ha onorati, e soprattutto il concetto della scala di valori della discrezionalità della forza maggiore che nel caso del presidente Gallo ci starebbe tutto ma fin dove arriverebbe la scala ?

Chi s’incaricherebbe, nel futuro, della scelta discrezione tesa a stabilire se l’eventuale futura causa di forza oggettiva che dovesse ripresentarsi rientra nella scala, necessariamente oggettiva e mai soggettiva, in grado di ritenere ora valida e ora non valida la motivazione di causa di forza maggiore (o impossibilità oggettiva ma è la stessa fattispecie di cui all’articolo 1218 c.c. prevista perfino in sede penale dal 45 c.p. ) ?

Insomma, probabilmente prenderemo i due punti augurandoci che i frutti di tale inciampo non risultino determinanti nel decretare un mancato accesso ai play off (possibile se la squadra ritorni, come sembra sia ritornata,  agli spolveri di inizio campionato) o peggio un eventuale accesso ai play meno simpatici degli off .

Consentitemi di chiudere come ho aperto, augurando al presidente Gallo di vincere al più presto la sua partita, che, questa sì, assegna un numero infinito di punti nella classifica più importante, che è quella del bene più prezioso che ci è stato dato in Dono: la vita ! 

Vincenzo P.