L'angolo dei tifosi, Reggina, salvezza sul campo, ora la salvezza del club: le vostre mail
La Reggina ha oramai chiuso i discorsi con la salvezza matematica, gli amaranto possono vivere le ultime sette partite della stagione senza alcun patema d'animo
C'è piuttosto da concentrarsi sugli aspetti extracampo, sempre preoccupanti.
Dite la vostra anche sulle prospettive future del sodalizio amaranto: scrivete alla mail tuttoreggina@libero.it.
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Salve, tutti si interrogano su come si possa ridurre il debito della Reggina: purtroppo in Italia nessuna società professionistica ha adottato a livello societario il modello diffuso in Germania e Spagna dell’azionariato così che tutto resti sempre in mano alla città e ai tifosi sparsi nel mondo e, a livello tecnico la filosofia dell’Athletic Bilbao e delle cantere. A Reggio di ragazzi dai piedi buoni ne sono cresciuti tanti e a oggi se durante la presidenza Gallo si fosse investito sui reggini (e su un grande allenatore da tenere il tempo necessario al progetto) anziché sui Vip in pre-pensionamento avremmo una Nazionale amaranto: Missiroli, Ceravolo, Viola, Barillà, Russo (portiere), Verduci (Juve u23) e chissà quanti primavera sarebbero potuti diventare giocatori da Reggina con un progetto vero. Su Taibi per me è bocciato: un buon ds crea una rosa di giocatori economicamente valorizzabili e che portino introiti, lui ha solo prodotto altri debiti quindi assolutamente bocciato!
Reggino in Sicilia
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Buonasera, volevo farvi una domanda credo che ne siete informati. Taibi dice di aver voluto lui Amione alla Reggina, invece leggo nel vostro articolo che è stato Aglietti a volerlo, insieme a Cancellieri poi sfumato. Fanno a gara a intestarsi i "colpi" di mercato ? Io propendo per la versione Aglietti... Ma è una supposizione. Anche l'anno scorso la rivoluzione di gennaio credo sia stata opera occulta di Baroni. Voi che ne dite ? Qualcuno fa il bello con l'opera di altri ? Anche se ho stima di Taibi. Un caro saluto
Renato
LA REDAZIONE RISPONDE: L'allenatore segnala il nome e il ds va a trattarlo. Non è una cosa anormale, accade così in quasi tutti i club. E' strano celebrare una o l'altra parte: in una squadra quando le cose vanno bene è merito di tutti, non è merito di uno solo.


