Consiglio Federale introduce indice liquidità per iscrizione. Per i club di B è allo 0.7
Il Consiglio Federale della FIGC ha approvato le norme riguardanti le Licenze Nazionali in vista della stagione 2022-2023.
Introdotto il parametro riguardante l'indice di liquidità, addirittura 0,7 per Lega B e Lega Pro, mentre per la A indice si attesta a 0,5. Un provvedimento più restrittivo per Cadetti e terza serie di quanto previsto alla vigilia.
In merito Gravina ha detto: "Nel Consiglio federale di maggio è mia intenzione completare il processo di aggiornamento delle nostre norme attraverso l’individuazione di una serie di indicatori completamente nuovi, che riguarderanno la stagione 2023/24 con una gradualità per i prossimi tre anni. Mi riferisco alla rivisitazione dell’indice di liquidità a salire e soprattutto al recepimento all’interno delle nostre NOIF di tutte le norme fissate dalla UEFA, ma calate nella nostra realtà, quindi un po’ più stringenti".
E riguardo all’opposizione della Lega di A, che avrebbe voluto un indice di liquidità allo 0,4, il numero uno della FIGC ha sottolineato: “Non è una questione di contrapposizione, il mio unico obiettivo è l’evoluzione del calcio italiano. Non possiamo dire cambiamo il calcio e poi fare di tutto per conservare lo ‘status quo’. Non è accettabile. Bisogna spingere al massimo sull’acceleratore per un percorso di riforme. Questa è la mia posizione politica e quella della maggior parte dei consiglieri federali”.
INDICE LIQUIDITA': DI COSA SI TRATTA - Nelle NOIF, le norme organizzative interne federali, l'indicatore liquidità è definito come il rapporto fra le attività correnti e le passività correnti. In pratica, rappresenta una misura della capacità dei club di rispettare gli oneri finanziari nel breve periodo. Più il valore è alto, più un club è solvibile.
In sostanza, quindi, si tratta di un indice che dimostra quando un club sia in grado di poter rispettare i propri impegni finanziari a breve termine.
C'è solo un modo per ovviare ad un indice che non rientrà nello 0.7 di cui sopra: ricapitalizzazione da parte delle proprietà.
Già per il calciomercato c'è la norma che impone il rispetto dell'indice di liquidità (previsto nello 0.6). Se si sfora, il club non può operare sul mercato, fatto salvo il "taglio" di tesserati o versamenti da parte della proprietà.


