REGGINA/ Bonazzoli: «Hallfredsson? Non capisco perché l'abbiano mandato via. Tornare al Verona? Onestamente...»
Emiliano Bonazzoli ha parlato ieri ai microfoni di TGGialloblù, commentando dapprima la sfida del “Bentegodi”: «Cosa non è andato oggi? Il Verona ha imposto il proprio gioco, giocando davanti al proprio pubblico è normale. Noi non siamo riusciti a fare altrettanto, ad alzare i ritmi. Abbiamo preso gol su un errore nostro, in una situazione di uno contro uno. Poi nel secondo tempo abbiamo cercato di recuperare, mettendo dentro due attaccanti, ma non siamo riusciti nel nostro intento. Anche se nella ripresa abbiamo fatto bene».
Successivamente, l’intervista verte su Hallfredsson, probabilmente il migliore in campo. Ecco le parole di Bonazzoli riguardo l’islandese: «Lui è importantissimo, un ottimo giocatore. Infatti due anni fa, eravamo tutti e due in partenza, e non capivo il perché volessero mandarlo via. Misteri del calcio. Infatti oggi ha dato una lezione a tutti, è stato il migliore con forza, grinta e visione di gioco». Come dare torto al capitano, e consentiteci una piccola digressione sull’islandese che sta facendo le fortune del Verona: grande protagonista nella promozione in B degli scaligeri, si sta confermando ad alti livelli in questa stagione. La società gialloblù l’ha riscattato dalla Reggina per soli 350 mila euro, un vero affare, e in Veneto l’ex amaranto sta trovando la sua dimensione. A Reggio invece, esclusi i primi mesi, è stato messo nel “dimenticatoio”, anche «per colpa del presidente» (per leggere le sue dichiarazioni CLICCA QUI), e poi mandato via come un pacco, prima al Barnsley e infine al Verona. Nessuno vuole acuire i rimpianti, ma bisogna constatare che i campionati si vincono con la qualità a centrocampo. E in questo settore, ieri gli scaligeri si sono dimostrati superiori.
Infine, Bonazzoli ammette che «rispetto a quando eravamo in A è cambiato tutto, ricordo 20-25 mila persone al Granillo, adesso magari ce ne sono 4-5 mila. Ma l’anno scorso nei playoff ce ne erano 20 mila. Purtroppo la B ha portato tanta delusione, ci può stare. Io di nuovo al Verona? Non ci sono mai state richieste, anche se dico la verità, tornarci…». Non completa la frase l’ariete amaranto, ma lascia intendere con la mimica facciale che non gli dispiacerebbe tornare in riva all’Adige. Quindi le porte rimangono aperte? «Ma ho 32 anni, non posso giocare all’infinito (ride, ndr). Però tengo buoni ricordi, ho fatto un anno bello anche se poi mi sono infortunato. Poi diciamo che il Verona mi ha lanciato per la prima volta in A. Devo tanto all’Hellas».


