Sampdoria-Reggina 5-0: chi c'era e chi ci risarà
Il segno dello schiaffo è ancora ben marcato sulla guancia, ma il calcio è bello perché, prima o poi, concede sempre un'altra chance. Quella per vendicarsi (sportivamente) contro la Sampdoria, però, mai si sarebbe potuta immaginarla in un teatro come quello della Serie B.
Sabato 9 maggio 2009, anticipo della 35^ giornata. La Reggina, reduce dalla vittoria esterna di Bologna, rimedia una delle umiliazioni più grandi della storia amaranto recente. Dopo nemmeno 1', Dessena trova il jolly da fuori. Brienza sfiora subito il pari, trovando i pugni di un attento Castellazzi. Al 19', Valdez stende Pazzini al limite dell'area: rosso diretto, fallo da ultimo uomo. Il raddoppio blucerchiato arriva al 30', ancora con Dessena, ancora da fuori area. Il tris è di Delvecchio, 6' più tardi, sugli sviluppi di un calcio piazzato.
All'intervallo si va sul 3-0 e con la Reggina ridotta in dieci. Mazzarri e i suoi, però, calcano la mano anche nella ripresa, colpendo a più riprese un pugile suonato, che attende il suono della campana. Sugli spalti, cori di scherno rivolti dai tifosi blucerchiati ai tifosi calabresi. Alla faccia di Rino Gaetano, che puntuale riecheggia a fine partita, come a ogni vittoria della squadra di casa: finisce 5-0, goleada completata da Marilungo e Pazzini.
Nonostante l'imminente finale di Coppa Italia (poi persa) contro la Lazio, in un campionato ormai abbandonato mentalmente, la Samp sfodera la prestazione della vita in molti dei suoi elementi. Qualcuno, sabato, lo ritroveremo al "Granillo". Il livido c'è ancora, e fa male. Anche tra gli amaranto, però, ci sono alcuni giocatori in campo quel 9 maggio.
SAMPDORIA
Tra i liguri, oltre a capitan Palombo, anche Padalino e Gastaldello erano in campo. Così come Dessena, autore della doppietta iniziale che tramortì la Reggina. Altri facevano parte della rosa, ma non giocarono quel giorno: Accardi e Krsticic. C'era anche Andrea Costa, ma con la maglia amaranto. Al "Granillo" tornerà da ex. Non sarà da solo, visto che sarà del match anche Pasquale Foggia, tra i protagonisti nella stagione del -11.
REGGINA
In campo, dal 1', c'erano Adejo, Barillà e Ceravolo. Quest'ultimo sostituito nel finale da Nicolas Viola. In panchina, Pietro Marino come riserva di Puggioni. Tutti figli del Sant'Agata: loro, sicuramente, quell'umiliazione non l'hanno ancora dimenticata. L'ex Bonazzoli, invece, aveva già lasciato Genova nel gennaio di quell'anno. Castigando comunque la Reggina, al "Granillo", con la casacca della Fiorentina. Ma questa è un'altra storia.


