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REGGINA/ La storia di Gregucci: a lezione da Ancelotti e Mancini. Bene a Salerno e Vicenza, male in ATUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
domenica 8 gennaio 2012, 23:30Casa Sant'Agata
di Simone Vazzana
per Tuttoreggina.com

REGGINA/ La storia di Gregucci: a lezione da Ancelotti e Mancini. Bene a Salerno e Vicenza, male in A

Dal "paesello" alla Lazio (e in Nazionale)da giocatore. In panchina, mai vincente in massima serie (2 pari e 8 ko).

Angelo Adamo Gregucci è il nuovo allenatore della Reggina. Presente al "Menti" in occasione di Vicenza-Reggina, ha avuto modo di visionare la squadra amaranto. Ecco le sue parole al termine del primo tempo, raccolte dai colleghi del Giornale di Vicenza

«La partita è di fatto bloccata, le due squadre si temono e si rispettano, credo che solo un episodio la potrebbe schiodare. Lo spettacolo non ne beneficia, ma quando le forze in campo sono ben equilibrate l'esito talvolta è questo».

Interessanti anche le sue riflessioni sul mercato di gennaio:

«Il mercato di gennaio, volenti o nolenti, può condizionare il rendimento dei giocatori interessati da voci insistenti. Sarà importante gestire al meglio questa fase, che rappresenta un po' un campo minato per ogni squadra».

Riguardo a un suo ritorno su una panchina: «Come tutti i miei colleghi senza squadra, anch'io sono in attesa di una chiamata. Se arriverà, la prenderò in considerazione ben volentieri».

La chiamata è arrivata, Gregucci è saltato nuovamente in sella. Storia strana la sua: classe '64, tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 gioca nella squadra del suo paese, San Giorgio Ionico (provincia di Taranto), attirando su di sé l'interesse del Taranto, allora in C1. L'Alessandria lo preleva 17enne: lui non chiude il percorso scolastico (abbandona al 4° anno l'istituto tecnico di Agraria), si trasferisce in Piemonte dove gioca per quattro stagioni. Fino alla chiamata della Lazio: difensore limitato tecnicamente, ma tosto fisicamente. Sette anni a Roma, il salto è di quelli che fanno paura. Ma lascia un buon ricordo e 12 gol (nel 1990 registra anche due presenze con la Nazionale maggiore). Poi un anno ancora in Piemonte, questa volta nel capoluogo con la maglia granata del Torino. Infine, altri quattro anni in granata, ma con la Reggiana. Chiude la carriera nel 1998, proprio a Reggio Emilia

Ed è proprio sul terreno di gioco del "Giglio" che fa il suo ingresso non più da calciatore, bensì da tecnico. Viene allenato da Carlo Ancelotti (stagione 1995-96; prima di lui, altri maestri: Fascetti, Materazzi, Zoff, Mondonico, Lucescu), che gli trasmette la sua esperienza "sacchiana". Ma è Franco Dal Cin (poi presidente del Venezia negli anni dello scandalo-combine saltata, per il gol di Tuta, con il Bari) a consigliargli la carriera in panchina. 


CARRIERA

1998-99: REGGIANA (vice allenatore)
E' il vice di Perotti nell'anno della retrocessione dalla B alla C1. Fa da traghettatore dalla 31^ alla 38^ giornata insieme a Fabiano Speggiorin (ex Reggina).

1999-00: REGGIANA (tandem)
Confermato in tandem con Speggiorin viene esonerato dopo 7 partite. La squadra chiuderà 13^ nel girone A della C1.

2000-01: VITERBESE (tandem)
In tandem con Giuliano Dell'Orto, lascia dopo pochi mesi: la squadra cambia quattro tecnici e chiude al 16° posto nel girone B della C1, salvandosi ai playout contro la Nocerina.

2001-02: FIORENTINA (vice allenatore)
In realtà lascia subito la Viterbese e già nella stagione 2000-2001 inizia una collaborazione con la Fiorentina del neo assunto Mancini. Una collaborazione, però, esterna: non può essere difatti il vice per il precedente impegno nella stessa stagione con la società laziale. Nel 2001 può infine diventare vice di Mancini, fino alle sue dimissioni avvenute l'11 gennaio 2002: a questo punto assieme all'altro vice, Chiarugi, prende in mano le redini per una settimana fino all'avvento di Ottavio Bianchi. A fine anno, Fiorentina in B: penultima, con 22 punti.

2002-2003: LEGNANO (allenatore)
Subentra in corsa sulla panchina del Legnano: chiude all'8° posto nel girone A della C2.

2003-2004: VENEZIA (allenatore)
Si salva con il Venezia in Serie B vincendo lo spareggio contro il Bari; è quintultimo con 51 punti (ben 24 squadre in campionato).

2004-2005: SALERNITANA (allenatore)
Altra salvezza in B, questa volta in Campania con la Salernitana: chiude al 13° posto, sempre con 51 punti (questa volta 22 squadre totali), nonostante i grandi guai economici della società, che si ritrova comunque a iscriversi in C1 (grazie al lodo Petrucci) visti i dissesti finanziari.

2005-2006: LECCE (allenatore)
Arriva la Serie A, ma solo per cinque partite: un pari e quattro sconfitte gli costano l'esonero. Il 4-1 rimediato a Bari gli costa il posto. Il Lecce, comunque, retrocede a fine anno.

2006-2009: VICENZA (allenatore)
Gregucci fa le cose migliori con i biancorossi: il 3 ottobre 2006, dopo l'esonero di Giancarlo Camolese, diventa il nuovo allenatore del Vicenza, e grazie a lui la squadra si risolleva dal penultimo posto fino a metà classifica. Guida i veneti a salvezze tranquille anche nei due campionati successivi.  Mette insieme, in ordine cronologico, un 11° posto (50 punti), un 17° posto (45 punti), e un 12° posto (52 punti).

2009-2010: ATALANTA (allenatore)
I buoni campionati a Vicenza gli valgono di nuovo la Serie A: sostituisce Delneri, passato alla Samp, sulla panchina bergamasca. Anche questa volta, va male: un pari e quattro sconfitte, come con il Lecce. L'Atalanta, comunque, retrocede in B

2010-2011: SASSUOLO (allenatore)
Si rimette in gioco il 3 ottobre 2010, accettando la chiamata del Sassuolo, al posto dell'esonerato Arrigoni. L'epilogo non cambia e il 9 maggio viene mandato via anche lui. Le ultime tre giornate le gestisce Mandelli, della Primavera: il Sassuolo chiude 16° con 51 punti.