LA MORTE DI MOROSINI - Tutti i messaggi di cordoglio dal mondo del calcio
Ecco tutti i messaggi dei giocatori, di allenatori e altri dirigenti, dopo la morte in campo di Piermario Morosini:
TOTTI:
Crollare a terra e morire a 25 anni in un campo di calcio. Immagini scioccanti che rimarranno a lungo impresse nelle nostre menti. Davanti ad una tragedia così non ci sono parole: solo rispetto e silenzio
REJA:
Con quale spirito avremmo giocato? È stato giusto fermarsi. Purtroppo il carrozzone deve andare avanti. Non conoscevo personalmente Morosini, ma quando ero a Napoli lo avevo seguito insieme alla dirigenza per le sue qualità agonistiche, poteva avere buone prospettive. Aveva perso nel giro di pochi anni i genitori e un fratello, questa è una tragedia. Faccio fatica a trovare le parole. I giocatori sono monitorati ogni quattro-cinque mesi, ma la tragedia può capitare, sono i destini della vita.
MARCHISIO:
Non so cosa dire, pensare ad un amico oltre che collega, morire così su un campo di calcio!.
POZZO:
È una delle giornate più tristi della mia carriera nel calcio. Da 26 anni non ricordo un'altra tragedia come questa.
ANANIA:
Una disgrazia. Non ci sono parole.
PRANDELLI:
Sono vicino alla famiglia del ragazzo. Fermare i campionati è stata una decisione di buon senso e civiltà, ma non sono preoccupato per tutte queste morti nel mondo dello sport. Si tratta solo di casi, le statistiche non mi sembrano allarmanti
CASIRAGHI:
Tutti gli allenatori vorrebbero un giocatore come lui. Era un giocatore modesto e perbene, un esempio per i compagni - prosegue - lo ho avuto nel biennio della nazionale, ha fatto anche gli Europei in Svezia e giocò anche la semifinale. La sua fu una bellissima annata, era nel gruppo Marchisio, Cigarini e De Ceglie. Era un ragazzo tranquillo e pacato. A 20 anni era già maturo per uno della sua età, anche per tutto quello che gli era successo. Le tragedie familiari non le ha mai fatte pesare, anzi era sempre sorridente. Mi ricorderò sempre il suo sorriso
DI NATALE:
Era un ragazzo eccezionale, pieno di vita nonostante tutti i problemi che aveva. Io ho avuto la sfortuna di perdere mia madre quattro anni fa e lui, che ne aveva passate tante, mi dava coraggio, mi è stato molto vicino in quei momenti. Ieri abbiamo visto le immagini in diretta e ci siamo subito accorti che era una cosa grave. Io l'ho detto immediatamente: Udinese-Inter non la giochiamo. Noi non avremmo giocato in nessun caso. Complimenti anche all'Inter che ha aderito immediatamente. Piermario aveva una grande voglia di vivere
ROCCHI:
Ieri è stata una giornata tremenda. Al mattino, mentre la squadra partiva per Novara, si sono svolte le esequie del nostro Mirko, giovane aquilotto strappato troppo presto alla vita; nel pomeriggio la tragica morte di Piermario Morosini, centrocampista del Livorno già troppo sfortunato per via delle precedenti vicissitudini familiari, l'ultimo che se ne va in un mondo del calcio nei mesi scorsi particolarmente falcidiato da eventi luttuosi. Tutta la squadra, che ha appreso la notizia in ritiro in Piemonte, è rimasta sconvolta per quanto accaduto e, in un momento così triste, mi preme rivolgere ancora una volta la vicinanza alla famiglia Fersini e un pensiero alla sorella di Morosini, privata dell'affetto dei suoi cari nel giro di pochi anni
DELIO ROSSI:
Sembrava da ragazzo un centrocampista con buone idee tattiche, era un buon giocatore della primavera dell'Atalanta. Sapevo della sua situazione familiare, gli ero vicino. Non ci sono parole per quello che gli è successo. I giocatori sono monitorati quotidianamente, anche per prendere un'aspirina devono consultare il medico. Ci sono situazioni in cui c'è superficialità o mancanza di applicazione ma non è il caso di atleti professionisti. Ora bisognerà vedere l'autopsia, ma a volte c'è anche un destino contro il quale ci si può fare poco
CAUSIO:
La scomparsa è una cosa difficile da commentare. I ragazzi dell'Udinese quando hanno saputo quanto era accaduto, avevano già deciso di non giocare. L'Udinese farà tanto anche per aiutare la sorella di questo ragazzo sfortunato. I controlli? Io penso solo alla fatalità. Non è giusto parlarne oggi. Ora bisogna vedere l'autopsia cosa ci dice.
DEL PIERO:
È morto in campo un ragazzo di 25 anni, Piermario Morosini. Torniamo a casa pensando a lui e al dolore di chi gli è vicino.
GIACOMAZZI:
Davanti ad una tragedia come questa, alla morte di un ragazzo non ci sono parole. Il mio pensiero va ai suoi cari e a tutti gli amici di Piermario: in questo momento non si può che fare silenzio in segno di rispetto. Credo sia corretta l'idea di far slittare il campionato: è stato un segnale forte, che trovo corretto, perché non era facile scendere in campo.
RANDAZZO (Ag. Morosini)
Era un giovane uomo che aveva sofferto e che chiedeva sempre a bassa voce se poteva avere un attimo di felicità, ma è evidente che ieri la risposta è stata no...
ZANETTI:
Siamo colpiti per quello che è successo, ci dispiace tantissimo. Era giovane, sinceramente siamo tutti molto tristi. La prima cosa che mi viene in mente è quella di essere vicino a tutta la sua famiglia per questo momento così difficile. Non si può scendere in campo a fare qualsiasi disciplina dopo quello che è successo. Io credo che abbiano preso la decisione giusta.
BLATTER:
Solo lacrime. Non ci sono parole per esprimere quello che ho provato quando ho saputo della morte di Piermario Morosini.Non potendo essere fisicamente vicino ai familiari vorrei sottolineare come il mio affetto in questo momento e' con loro
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